lunedì 30 aprile 2012

Carte truccate, povertà reale

L'Europa in generale e l'Italia in particolare stanno portando avanti una politica economica di carta, di facciata che impropriamente e pubblicitariamente viene spacciata come "politica di rigore".
Di fatto qui si sta attenti alla carta, ai numeri e non al reale sistema paese (è un tasto su cui ha battuto molto duca di finanza politica.

Prendiamo spunto da un esempio sintomatico di queste ore con la minaccia di controlli particolari su agriturismi e strutture ricettive in genere. E' evidente che questo "terrorismo" deprime consumi già deboli di suo (come ben spiega zener qui).

Buttiamo giù due numeri a titolo di esempio inventato buono per rendere l'idea:
l'anno scorso la tale attività ricettivo-alberghiera a conduzione familiare il 1°maggio ha assunto una ragazza in nero. Ha incassato in quel giorno 1000euro di cui 700euro messi a registro e 300euro in nero. Quei 300euro ovviamente li fa uscire in spese cash: 80 alla ragazza presa in nero, con 70euro ci fa una spesa alimentare per la famiglia e con i restanti 150euro ci fa uscire due ricariche telefoniche o un pò di benziana, una serata a teatro o cinema e magari un jeans.

Quest'anno la stessa identica attività ha meno prenotazioni causa crisi, in più ha perso pure un cliente che ha paura di lasciare i suoi dati alla gdf, ne consegue che non chiama la ragazza in nero su cui risparmia 80euro. Alla fine incassa il 20% in meno dell'anno prima, 800euro anzichè 1000.
700euro li registra, 100euro li fa in nero a un cliente di vecchia data. Con quei 100euro non può più fare le cose che ha fatto l'anno scorso con 220euro, andrà perciò a tagliare le spese cash.

Questo esempio banale spiega benissimo quale sia una delle due colonne che stanno facendo crollare le spese correnti delle famiglie con piccola partita iva. Per lo stato italiano però di fatto cambia poco e nulla; 700euro venivano registrati prima e 700euro vengono registrati ora.

Lui, lo stato, presenta i suoi conti ai burocrati internazionali e dice, belin noi la crisi la stiamo superando abbiate fiducia del resto i numeri non mentono. Poi sì, c'è un calo dei consumi generale, mancano quei contanti del nero; perde il lavoro quella studentessa o casalinga che perciò andranno a tagliare a loro volta le spese; il tutto si somma alla crisi industriale e dunque il calo c'è ma è un calo che su carta per lo stato italiano non è drammatatico.

Chiaro il senso del discorso? Su carta stando ai numeri possiamo anche tenere botta qualche mese sopprimendo il nero dei poveri (quello dei ricchi col cazzo che lo vanno a toccare!) il problema però è che nella realtà l'impoverimento del Paese e dei suoi Abitanti è molto più grave!

Su carta stando ai numeri possiamo aumentare tutto, invetarci nuove tasse e coniugarle col rigore di bilancio. Ma quella è solo carta, fumo negli occhi della gente e degli investitori stranieri!
La realtà si chiama destinazione povertà per sempre più persone e quelle dovrebbero valere sempre di più di qualunque pezzo di carta!

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lunedì 21 febbraio 2011

Libia

con i dittatori c'è chi fa affari, e oggi in borsa paga dazio.
certo fa parecchio schifo pensare che aziende italiane fanno tanti soldi grazie ad infami assassini ma questa è la realtà e il nostro governo lo sa benissimo, impossibile aspettarsi qualcosa di diverso dalla nostra moralmente indecente politica estera.

poi mi viene da dire un'altra cosa, in libia come in tutte le dittature c'è chi fa la fame e come può si ribella e c'è chi preferisce eseguire gli ordini barattando la giustizia con un piatto di minestra insanguinata garantita dalla divisa.

così va il mondo signori, a qualunque livello se volete far soldi e avere potere toglietevi dalla testa etica e morale.
se volete essere Uomini e Donne troverete la felicità oltre le vostre tasche.

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martedì 21 dicembre 2010

Grandi manovre

giornatone per i titoli della galassia ligresti da tempo al centro di voci varie... oggi qualcuno dice unicredit disponga un nuovo credito a fonsai (strano, ligresti non era nel cda della stessa banca?)
magari è la nuova linea industriale... dopo i 40milioni anticipati alla as roma ci sta tutto.

dai, già che ho messo tre link proseguo nel consigliarvi la lettura di questo articolo apparso su "il fatto quotidiano", ultimamente scrivo poco, almeno vi dò un pò di materiale :-)
e poi sono cose importanti perchè in storie come questa troviamo lo specchio dell'italia del dopoguerra: successi imprenditoriali, ragnatele finanziarie, voci, misteri, affari, indagini della magistratura, patteggiamento, leggi benedette e via discorrendo.

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domenica 28 novembre 2010

Io sto con wikileaks

"curioso" il modo di (s)ragionare dei capoccioni occidentali, così riassumibile:

noi facciamo porcate su porcate;
i media dei nostri paesi tanto sono servili inotre per queste cose non esiste destra sinistra o centro. insomma siamo al riparo da tutto.

poi esce qualcuno che fa il proprio dovere di informazione e denuncia, wikileaks appunto,
e giù anatemi, sarebbero loro a mettere in pericolo il mondo occidentale.

oh merde!!!
e poi tranquilli cari i miei assassini, stupratori, semidei non sono mica così necessari tanti file segreti per mettervi a nudo.... non creeranno sto gran sconquasso, gli zombie li controllate già...
chi ha un minimo di spirito critico e onestà intellettuale lo ha sempre immaginato perchè si facciano certe guerre militari e finanziarie, certi rapimenti, certe società offshore, puttane&puttanate, torture, centri militari protetti, x files, attentati, gruppi paramilitari, società segrete, servizi particolari, ribaltoni manageriali ecc..

tanto per capirci, ad esempio stiamo a noi: qualcuno pensa che ustica o le varie tantissime stragi nere o mafiose o gli omicidi rossi, le abbia ordite topo gigio? sono necessari i files? un giorno verranno fuori ma chi vuole può già oggi immaginare come siano andate le cose. certo lo farà con una buona dose di approssimazione ma sarà sempre più vicino alla realtà di quanto non lo sia la (in)giustizia terrena.
poi, tutti più o meno immaginando mica facciamo la rivoluzione? e neppure la faremo il giorno che sapremo in modo acclarato. ce ne staremo al nostro orticello, al nostro egoistico interesse. al massimo ci divideremo al bar leggendo la pravda o guardando il servizio dell'istituto luce. (tangentopoli docet).

wikileaks sono un pò gli ultras della situazione, hanno il merito di metterci un pò di pepe, un pò di sale sulla coda suscettibile immagino più che altro del mondo arabo. e ciò mi fa piacere. qualche poltrona cadrà (difficile da noi ma nel mondo anglosassone un minimo di pudore è rimasto) così come qualche pesce piccolo che fa il lavoro più meschino del mondo. qualche stronzo chiuderà lì la sua infame carriera.
in mancanza d'altro mi accontento delle briciole. meglio poco che niente.

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mercoledì 27 ottobre 2010

E' l'offerta che crea la domanda,oppure è la domanda che crea l'offerta?

ripartiamo da questa domanda intelligente di un lettore.
E' l'offerta che crea la domanda,oppure è la domanda che crea l'offerta?

credo nessuna delle due. perchè non credo affatto nel "mercato libero" in quanto penso che sia sempre necessario infilare qualche paletto, altrimenti nella giungla vinceranno semplicemente i più, diciamo, cattivi e non i migliori.
la mia equazione è: più sono gli idioti più servono paletti da usare contro i cattivi.

il problema sta nella massa, capra per definizione e che quindi deve essere per forza guidata altrimenti sbanderà sistematicamente.
lo stiamo vedendo bene anche in questi giorni relativamente alla vicenda di quella povera ragazza pugliese. chi è che ha creato il business attorno a quella vicenda? gli sciacalli o i guardoni?
il discorso è che i guardoni ci sono e ci saranno sempre, tantopiù in una società che ha sempre meno intelligenza e meno valori dunque devi per forza mettere dei paletti agli sciacalli oppure l'alternativa è la violenza quotidiana su cui sguazzano i media.
provocazione: se venisse legalizzata la pedofilia credete che i venditori non farebbero affari d'oro?
questo è il punto, e questo vale per qualunque cosa e/o prodotto.
tu metti dell'urina in una bottiglia, mettici un'etichetta che dice che è vino, ti basterà proporre un prezzo inferiore ai competitor che stanno nello scaffale e tu venderai la tua urina e chi se la berrà ingerendola dirà tutto tronfio "uhm, buona! e quegli stupidi che comprano vini cari quando con poco potevano comprare questo...".
(che poi si potrebbe aprire una parentesi bella grossa, è cara l'acqua avvelenata spacciata per vino a un euro o il vino a 5euro? cosa è caro? in base a quali criteri si è in grado di stabilire cosa è caro e cosa no?)

l'umanità è molto varia, la sua idiozia sconfinata (attenzione parliamo sempre di massa) sicchè basterà offrire la cosa più scema, violenta, volgare, idiota, avvelenata del mondo per essere venduta.
inoltre c'è il disturbo/devianza "pubblicità", anima del commercio purtroppo.
anni fa arbore su raitre conduceva un programma, "indietro tutta", nella quale scimmiottava un fantomatico "cacao meravigliao". ad un certo punto c'è stata la necessità di dire nella trasmissione che tale prodotto non esisteva. è stato necessario perchè tanta gente lo richiedeva nei negozi.

insomma oggi troppo spesso non è l'offerta che crea la domanda nè la domanda che crea l'offerta, è il mercato libero che crea mostri all'interno di una società che non vale nulla. credo sia anche per questo che tanti sforzi della politica occidentale siano profusi nel creare masse di dementi.

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lunedì 26 luglio 2010

Stress test o crash test?

come è noto i parrucconi usano sempre termini sofisticati, rassicuranti, edulcorati.
per non dire depistanti...
questi, così definiti stress test, di fatto sono un'analisi di alcuni dati basilari delle banche:
si parte dalla dotazione patrimoniale e si valuta la quantità e qualità dei finanziamenti e del portafoglio, ovviamente facendo particolare attenzione ai titoli di stato dei paesi considerati più a rischio.

viene ipotizzato l'urto delle perdite sull'indice patrimoniale tier 1 delle banche (soglia minima al 6%), in caso di uno scenario sfavorevole per l'economia (-3% di pil rispetto alle previsioni).
se il sistema non regge bisogna intervenire sul patrimonio.

sul discorso esposizione verso i paesi più a rischio (più interessante e facile da capire), lo stress test ipotizzerebbe una perdita del 16-17% per i bond della grecia e del 3% per quelli di quella regione da alcuni chiamata spagna.
e sai che stress.....!!!! davvero questo è il pericolo??? un micro calo dei bond???

insomma per come la vedo io chi non passa questi test rischia il crash...
e siccome di crash si parla e non di stress, ti obbligano a rimpolpare il patrimonio. sempre che puoi... se non puoi ti conviene cercare di dare i dati che vuoi.

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lunedì 5 luglio 2010

Consumi alimentari in calo, ora è ufficiale

calano i consumi alimentari in italia dove non si riesce a risparmiare su telefonini e lotto ma si è disposti a mangiare merda, leggasi prodotti dannosi per l'organismo, pur di risparmiare.
lo vado dicendo da un pò, lavorando in questo settore mi sono da tempo reso conto del suicidio di massa che in silenzio si sta andando espandendo.

del resto la pubblicità regresso che sbandiera fetenzie invade gli spazi mediatici mentre anche la politica si presta a vergognosi subdoli spot. pochi giorni fa siamo arrivati allo storico incontro tra presidente americano e presidente russo, obama ha accolto medvedev in un fast food... straordinario! e beh, in fondo negli stati uniti d'america la prima causa di morte sono le malattie cardiovascolari, una società di obesi non può andare incontro ad altro.

curiosamente più una società si ammala e più cresce il pil... belin siamo sempre lì alla fine il business vuole proprio questo:
creare un sistema perverso dove la qualità non esiste,
il prodotto alimentare viene venduto grazie alla campagna pubblicitaria,
il prezzo finale è inseguito al ribasso di fatto andando fuorimercato (in italia non a caso l'agricoltura sopravvive a malapena grazie allo sfruttamento degli extracomunitari, leggasi schiavismo),
la gente si ammala,
la gente ammalata spende di più in farmaci e spesa sanitaria in genere.

le politiche nazionali si prestano a favori, leggasi norme sanitarie a tutela del consumatore, nei confronti di quelle grosse aziende che poi ti finanziano la campagna elettorale e ti portano voti. la democrazia oggi si è ridotta a questo:
gente che compra il voto e gente che se lo vende.
e per farlo servono soldi,
e i soldi fai prima a chiederli al grosso che ti da 100 che non a 100 piccoli che ti danno 1.

si vende meno parmigiano e più formaggio ottenuto con latte in polvere,
si vende meno vino e più intruglio che costa meno del succo d'arance,
si vende meno carne d'allevamento e più prodotto da stalla che lo metti a cuocere e si riduce del 50%,
si vende meno olio extra vergine l'oliva e più olio raffinato,
si vendono polli passati dall'uovo al banco in 50giorni,
si vendono pesche importate dalla cina,
si vendono mele e arance che sembrano di plastica,
si cena nei fast food,
a pranzo un panino e poi non ci vedo più dalla fame ma per fortuna che ho la merendina,
che poi ovviamente si vende meno pane e più merendine,
che poi pane è una parola grossa... il più delle volte sono spugne.

insomma siamo alla fame ma non ce ne rendiamo conto.

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lunedì 14 giugno 2010

Razionalmente insolvibili

nuovo record per il debito pubblico nostrano: ad aprile si è attestato a 1.812,790 miliardi di euro (1.812.790.000.000!!!!)
cifra (raggiunta soprattutto "grazie" alle politiche del pentapartito) e che oggi ci schiaccia in modo opprimente. pensate che considerando un tasso di interesse al 2% annuo siamo sui 36,255miliardi di euro (36.255.800.000) di soli interessi passivi. una finanziaria pesante.

abbattere il nostro debito è nella realtà assolutamente impossibile. nella pratica delle cose siamo già da tempo in bancarotta. da tanti anni perchè non si vede come con soldi veri lo stato potrebbe rientrare del suo scoperto. poi che l'ordine mondiale non possa (perlomeno fino ad ora) accettare un nostro default e dunque ci conceda di stare a galla semplicemente stampando carta (buoni statali), è un altro discorso.

ma nella realtà è una situazione senza sbocchi.
in periodi di crisi come questo le entrate tributarie calano mentre le spese sociali (+ cassa integrazione,+ incentivi, + opere pubbliche inutile ma buone a tenere a galla qualche grossa ditta ecc.). dunque nonostante i bassi tassi di interesse il debito non può calare anzi aumenta.
in periodi di vacche grasse seppur migliorano le voci di cui sopra abbiamo un aumento della spesa per interessi passivi visto che i tassi vengono alzati. e anche lì ovviamente non si riesce a far calare il debito, ci vuol tutta che paghiamo gli interessi.

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martedì 1 giugno 2010

Eur/usd: 0,9 target fantasioso (ma non troppo...)


da questo grafico storico si nota come in teoria il target di 0,9 nel cambio euro/dollaro abbia un fondamento tecnico. la figura in questione infatti è un testa spalle ribassista, il target teorico è dato dall'altezza della testa proiettata sulla neck-line al momento della rottura della stessa.
questo in estrema sintesi quello che dice il grafico, poi io non solo non ci metto la mano sul fuoco ma nello specifico neppure mi prendo la scommessa quale spunto operativo.
tuttavia se questo fosse vero... beh, per le borse europee non credo si prospetterebbero tempi buoni considerata la correlazione al momento esistente tra andamento della valuta e dei mercati azionari. o poi intendiamoci, non è affatto detto che questo analogo passo debba durare chissà quanto tuttavia una certa apprensione è logico che la metta... e come sapete a me andare contro il mercato non convince.
oggi altra giornata campale per le borse e anche se i motivi addotti dagli esperti sono altri dopo il massacro israeliano mi pareva scontato che i mercati patissero. ci aspettano ulteriori tensioni internazionali, di sicuro gli arabi faranno la voce grossa con possibili movimenti anche su petrolio e oro. il dollaro viene visto sicuramente più moneta di rifugio rispetto all'euro, tantopiù visti i tempi incerti per i conti europei.
e chissà se la holding degli u.s.a., israele appunto, non abbia fatto anche quel gioco lì... degli sprovveduti in materia finanziaria non sono sicuramente... il mondo è loro un pò come è sicuro certe manovre siano infami assassinii. però i terroristi sono quelli che difendono i loro territori... certo certo... e chi ammazza a sangue freddo gente inerme è perchè vuole la pace... certo certo...
d'altronde dopo tanta guerra virtuale e finanziaria qualcuno potrebbe aver pure pensato di abbinarci un'azione militare, così tanto da portare avanti una manovra a tenaglia. il risultato è euro e borse europee piegate come un sottile fil di ferro.

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martedì 18 maggio 2010

Dollaro caput mundi

da qualche giorno penso, sempre con maggiore convinzione, al fatto che dietro tutto sto ambaradan sui conti dei paesi europei e il crollo dell'euro ci siano gli americani...
il recente commento di apo,
"Fino a pochi mesi fa si sentiva dire che molti paesi, forse per fare un dispetto o forse per prudenza volevano cambiare la moneta di riferimento e passare dal dollaro mall'euro (cina russia paesi arabi ecc.) ora che l'euro rischia di sparire cosa dicono questi paesi?"
mi fa particolarmente piacere poichè nelle sue righe viene a mio avviso sintetizzato il perchè di tutto 'sto casino (o perlomeno il lettore è sceso nel mio caruggio).

per carità, senz'altro i conti di molti paesi europei non vanno bene ma davvero è una cosa di oggi? nel mondo la situazione è tanto diversa? la finanza creativa, per non dire la legalizzazione del falso in bilancio attraverso artifici contabili, è esclusiva dell'europa mediterranea? il mondo, la finanza mondiale forse non si reggono su un grande bluff virtuale fatto di montagne di debiti cui nella pratica quasi nessun paese potrebbe realmente far fronte con denaro reale? tanto per dire la california (mica un frillo qualsiasi) su cui ricordo di aver letto dei numeri orrendi, davvero se venisse attaccata da agenzie e qualche gruppo organizzato, fatto di banche che ovviamente si avvale di media, passerebbe la notte serenamente?

bah, non lo sò però io credo che se davvero si volesse arrivare alla resa dei conti reali e non virtuali torneremmo al baratto. e sono convinto che questa ipotesi non sia neppure presa in considerazione da quelli che hanno il potere, i quali ovviamente in tale contesto perderebbero quasi tutto.
dunque molto più semplicemente tutti questi movimenti sul valutario seguiti al gran can-can contabile mi hanno portato a ritenere che si sia voluto ristabilire l'ordine monetario:
dollaro caput mundi.

qualcuno voleva comprare e vendere petrolio e materie prime in euro? beh se l'idea cominciava a farsi largo oggi la stessa è sparita... (o perlomeno accantonata perchè non è detto sia finito tutto).
gli americani hanno risottolineato la centralità della loro moneta, che come ben sta spiegando mattia nella sua tesi, è per gli u.s.a. un esclusivo quanto grandioso affare.

una guerra subdola, con buona pace del "pacifista" obama (il quale o è favorevole, o non conta nulla..) e una guerra che non si dichiara (come la nostra in afghanistan).
di fatto la definirei una guerra moderna, cui gli europei hanno lavorato da tanti anni ma alla fine i favoriti restano gli americani.
come tutte le guerre prima finisce e meglio è. per tutti.
e ovviamente meno distruzione c'è e meglio è pure per i vincitori. insomma per washington l'euro non deve sparire, deve solo abbassare la cresta.

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martedì 20 aprile 2010

Era meglio il medioevo

la vicenda del vulcano islandese ha messo in grande risalto quanto sia ridicolo il sistema economico attuale ed il conseguente sistema di vita.
ok, posso capire sia un problema chessò per il manager tal dei tali che aveva l'appuntamento inderogabile (ma davvero inderogabile! non i soliti incontri che non portano a niente... e poi che sistema è quello per cui diventa vitale ogni giorno? ma possiamo ammalarci o no? possiamo anche vivere o dobbiamo solo produrre?), o per il barcellona che belin gioca la cessons e allora poverini, o per il turista rimasto a spasso che si dimena come la m.... nei tubi e alla fine era meglio se stava fermo... ma basta, fine dei discorsi.

invece è andato in tilt proprio anche un discorso commerciale. qui non arrivava l'uva e le pesche dal sudafrica; in norvegia non arriva la nostra mozzarella; il mercato olandese dei fiori che è il più grande d'europa era mezzo fermo perchè i fiori europei vanno lì per poi essere dirottati altrove nel mondo; pensate che pure il pesce vola, pensate che l'italia con tutti i km di costa che ha il pesce lo importa. eh, che tragedie! così come importiamo il latte che i nostri produttori buttano dalla disperazione di venderlo ad un prezzo inferiore all'acqua minerale.

siamo davvero all'apoteosi dell'idiozia mercatista:
tanti prodotti assolutamente non necessari quando non del tutto inutili e fuori stagione devono correre anzi, volare con costi immensi anche ambientali perchè non siamo più capaci a consumare quello che produciamo.
le nostre aziende hanno la necessità di raggiungere velocemente i mercati più svariati ed al contempo i prodotti più svariati vengono richiesti qua senza alcuna logica nè dal punto di vista della salvaguardia delle produzioni interne; nè dal punto di vista del portafoglio dell'idiota zombie consumatore; nè dal punto di vista ambientale.

il dio business ordina, chi traghetta questi scambi trae profitti e pazienza se da ciò il 99% della popolazione (non zombie compresi) ci rimette.


ps: la tav servirà ad intensificare questi traffici, ovvio essere contrari, ovvio la politica sia favorevole.

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mercoledì 10 marzo 2010

Io so io e voi non siete un cazzo

per l'ennesima volta stanno capovolgendo la realtà dei fatti. già lo dicevo sabato ma dopo la bocciatura alla lista del pdl nel lazio i toni si sono ulteriormente alzati e il messaggio che si vuole fare passare è leggermente cambiato:

"noi siamo troppo grossi dobbiamo correre punto e basta a prescindere dal se abbiamo sbagliato, dal se abbiamo contravvenuto alle regole (che poi comunque è un complotto dei magistrati comunisti ci mancherebbe che noi si sia sbagliato!)"

'sti cazzi! alla facciazza dello spirito liberale...

questo atteggiamento mi ricorda molto il decreto salva-lazio perchè sì, i conti della società sportiva erano disastrati ma per motivi di ordine pubblico arrivò la leggina (abrogata poi dopo poche ore dalla sua emanazione, infatti se non sbaglio era rivolta a tutte le spa che avessero debiti con lo stato) che consentiva di spalmare un mare di debiti (con lo stato appunto se non sbaglio) in oltre venti anni senza interessi passivi nè mora. era la lazio insomma, mica lo spezia; sono sempre aquile ma diverse.
idem poi la leggina per la quale di fronte ad un fallimento di una società di calcio questa possa ripartire dalla categoria immediatamente successiva, il torino fallisce in a riparte dalla b; il napoli fallisce in b riparte dalla c1. e pazienza se pisa, messina, casertana tanto per dirne qualcuna sono ripartite da zero, in fondo per loro non c'era pericolo di ordine pubblico dunque.... sulla juve che dopo aver fatto quello che ha fatto riparte dalla b lasciamo stare siamo sempre lì, non si poteva sono troppo grossi.

e se ci pensiamo un nanosecondo funziona così pure per le grosse aziende, quelle vere intendo mica le spa del pallone, l'aiutino di stato arriva alla big azienda o alla piccola?
fallisce la banca piccola o quella grossa?
gente, funziona così in tutto il mondo "sviluppato"... e questo dice parecchio sul nostro progresso....

è la legge del marchese del grillo.
ecco io a sto punto davvero che farei un decreto per sancire questo principio:
io sò io e voi nun siete un cazzo, legge facile facile che prevede un solo articolo e che perciò sarebbero tutti buoni a scrivere senza errori e avrebbero risolti in un sol colpo tutti i problemi che gli interessano. che interessano loro.
il popolo essendo finito il grande fratello ha già avuto il suo.

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venerdì 19 febbraio 2010

Più inquiniamo e più business facciamo (fanno)

a chiamparino e alla moratti se non altro va dato il merito di essere riusciti a far parlare dell'inquinamento cittadino, settimane e settimane di soglia oltre il limite non bastava più... comunque dubito si voglia realmente fare qualcosa. se inquinassimo di meno vorrebbe dire che spenderemmo di meno dal punto di vista energetico. ergo non a tutti la cosa starebbe bene (e pure il dio pil ne risentirebbe..).

secondo un recente studio nella città di genova, una "striscia sul mare" dunque molto soggetta ai venti e con poco ristagno dell'aria e per di più ormai priva di industrie, nel 2009 ci sarebbero stati 260 decessi riconducibili direttamente allo smog.
se fosse vero a milano e torino città industriali per eccellenza nonchè "rotonde in mezzo alla pianura" quanti sarebbero i morti da smog?

al di là di blocchi auto che non risolvono il problema bisognerebbe fare un lavoro più ampio.
esempio: doppi vetri in tutte le abitazioni ed uffici; ristrutturazione di edifici ad alta dispersione di calore (con i moderni strumenti tecnologici è possibile valutare quanto un edificio rilascia in termini di calore il che significa più riscaldamento ovviamente); forme di produzione energetica pulita; riscaldamenti più bassi, cioè meno camice e più maglioni. inoltre mettere uno stop all'ampliamento delle periferie male non sarebbe di certo ma se la gente va in campagna e si fa un pò di orto altro danno all'economia.

il problema è che sono tutte misure sì fattibili ma con un ritorno economico esclusivamente di breve termine. nel medio "conviene" continuare su questa strada perchè più inquiniamo e più spendiamo.
e più spendiamo più il pil cresce.

per dire a che punti siamo arrivati: in molte stazioni ferroviarie troviamo decine di televisori che trasmettono ininterrottamente messaggi pubblicitari. avete idea della spesa? per fabbricarli, impiantarli e per tenerli accesi 24ore su 24? il tutto per cosa? per invogliarci a spendere di più in snack e cazzatine varie. ha senso tutto ciò?
e la spesa per le luci natalizie che addobbano le strade ha senso? a parte invogliarci a spendere dico, che senso hanno?
entrare in un megastore per elettrodomestici con decine e decine di televisori accesi che senso ha? il concessionario di auto tiene i veicoli tutti sempre accesi per caso? (belin non vorrei aver dato un'idea...)
e si potrebbe andare avanti all'infinito con questi sprechi che rappresentano costi per la nostra salute e il nostro portafoglio e un business per pochi. peccato siano quei pochi ad avere le mani nelle stanze dei bottoni... (e poi qualcuno si crede che votando....).

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giovedì 3 dicembre 2009

Io so' io e voi nun siete un cazzo

purtroppo oggi la pubblicità è l'anima del commercio.
dico purtroppo perchè questo porta benefici ad aziende che investono con successo negli spot a prescindere da quello che poi è il prodotto offerto.
reclame che forniscono esempi straordinari in tal senso li vediamo bene specialmente nei prodotti alimentari.

insomma per alcuni paga di più investire in spot che non in qualità. la qualità ormai è diventata prodotto di nicchia e alla fine non necessita neppure del passaggio promozionale per vendere.
non si fa pubblicità per farsi conoscere, la si fa per vendere. trovo questa sia una distorsione dell'originario concetto di pubblicità e porta la massa a comprare merda.

ad ogni modo gli spot spesso offrono spunti di riflessione, per la sagacia con cui vengono realizzati alcuni di essi meritano riflessioni.
uno che gira in questi giorni e che certamente avrete visto anche voi mi ha molto colpito per l'onestà, per la riproduzione fedele di come vanno le cose in italia meglio di un trattato di sociologia.

cristian de sica può decidere chi far entrare nel privè; arriva un tale e gli viene chiesto il pass. niente pass niente ingresso.
arriva la figa, la belen, e chiede se allora non può entrare nemmeno lei.
ma no! le viene risposto, lei può entrare ugualmente e può far passare tutti gli amici che vuole.
alla fine il tipo sfigatello già respinto una volta torna a domandare di entrare ma niente, non ha il pass e neppure la raccomandazione.

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mercoledì 4 novembre 2009

Togliere il crocefisso per imporre una cultura unitaria

l'unione europea come è noto è un artificio finanziario, una unione forzata di popoli completamente diversi tanto che possiamo parlare addirittura di diverse etnie.
a differenza di quanto caratterizza gli stati uniti d'america però noi abbiamo un passato fatto di storia, cultura, tradizioni e anche guerre.

siccome non può esistere una europa unita con le sue sane e caratteristiche diversità si vuole creare un popolo e un pensiero uniforme facendo tabula rasa del passato.

l'idea non è poi così originale, già hitler e stalin vietavano crocefissi, bruciavano libri, abbattevano Chiese e impedivano ogni espressione di pensiero libero del resto volevano costruire una entità astratta, un ammasso di popoli tenuti insieme con la sola forza bruta.

oggi come allora si vuole cancellare la nostra cultura, le nostre tradizioni in nome di una tollerenza intollerante per un fine molto più bieco: in senso lato si chiama business.

togliere le nostre diversità a colpi di bacchetta magica per distruggere le fondamenta del nostro essere uniformarci e renderci tutti zombie uguali o animali da ammaestrare se preferite.
zucche vuote, consumatori devoti solo al denaro senza quell'impiccio rappresentato dalla cultura, dalla tradizione, dalla diversità, dal cervello.

nel giro di pochi anni siamo così stati privati del gusto.
ortaggi e derivati, carni e derivati fatta eccezione per poche produzioni si fabbricano allo stesso modo in tutta europa.
piante fatte crescere nel cotone o nel polistirolo tenute in vita da gocce chimiche che cadono costanti diventano ad esempio pomodori. vacche che si alimentano solo a mangime e producono 60 litri di liquido bianco al giorno. polli cresciuti a migliaia in enormi capannoni dove l'antibiotico diventa pane quotidiano. vini che costano meno del succo d'arancia.
così non riconosciamo più i sapori.

siamo stati privati dell'identità nazionale.
squadre di calcio, volley e basket formate da giocatori stranieri gareggiano nei campionati vari e hanno la presunzione di rappresentare le nazioni.
atleti naturalizzati e oriundi vincono e perdono per noi trofei magari con la mano sul cuore mentre salgono al cielo le note del nostro inno.

popoli e prodotti stranieri si mescolano a noi senza la benchè minima regola. in un disordinato e caotico ordine. una specie di anarchia che converge però su un unico binario.

e allora il nemico non può che essere la diversità di richiamarsi ad una cultura Cristiana fatta di strani valori: solidarietà, carità, giustizia sociale, sobrietà nei consumi.
la libertà di richiamarsi laicamente o meno alla parola mite del Vangelo non può essere accettata così come la libertà di esprimere attraverso il colore degli striscioni allo stadio la propria appartenenza ad un gruppo o ad un altro.

non è questione di essere Cristiani o meno, è la nostra storia, la nostra cultura, la nostra tradizione che non viene accettata.
in tibet politiche analoghe vengono portate avanti dai cinesi verso un altro popolo e la sua dottrina: lo stile di vita buddista.
anche molti stati musulmani perseguono la stessa identica ma opposta via. per tenere tutti uniti impongono una cultura religiosa con l'obiettivo che è sempre quello di uniformare e cancellare le coscenze, le identità.

NO A QUESTA UNIO€ €UROP€A

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lunedì 26 ottobre 2009

Riassumendo

ogni giorno viene scritta una nuova pagina della grande battaglia politico-economica nazionale, non provo neppure a starci dietro. me sto ai post del 14/10, 12/10 e 30/9 con i quali ho anticipato un pò di cose... ora mi guardo il match da bordo ring e simpatizzo un pò per tremonti se non altro perchè l'avversario mi sta proprio sulle balle.

su impregilo ingresso migliore non poteva esserci. allo stato attuale delle cose sono in buon gain ma peccato stamani non aver saputo del tonfo altrimenti avrei potuto già uscire... a sto punto verificherò la situazione in chiusura di sessione perchè non vorrei mai venisse fuori un martello nel qual caso chiuderei la posizione.
siccome non riuscirò ad aggiornare il blog prima di domani dico già che se chiude sopra 2,50euro me ne esco e amen.

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mercoledì 14 ottobre 2009

Confindustria e bankitalia gelano il governo

marcegaglia: "politica industriale insufficente"
draghi: "è urgente innnalzare l'età della pensione"

insomma mi pare quanto sto andando dicendo trovi conferme:
berlusconi può essere apprezzato dal 20-25% degli italiani aventi diritto di voto e scagliarsi pubblicamente contro la stampa che non controlla e contro la magistratura ma questo non gli basterà per avere l'italia ai suoi piedi.

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lunedì 12 ottobre 2009

Chi vincerà?

spesso mi trovo d'accordo con le parole di tremonti (è già più raro che mi trovi d'accordo con le azioni che fa lo stesso tremonti...).

il ministro se la prende ancora una volta con gli istituti di credito, in questo caso perchè giudica il sistema bancario nazionale "asimmetrico e distante dal territorio".
non gli piace la concentrazione del 30% del mercato in due soli grandi istituti.
al contempo però apprezza lo sforzo delle piccole banche che stanno costruendo un forte rapporto finanziario con le industrie locali.

cioè, di fatto tremonti coglie l'occasione per bacchettare nuovamente quelle big banche che non hanno voluto i tremonti-bond, mentre plaude alle piccole che gli stessi bond spesso hanno sottoscritto.
inoltre mi pare che in modo strisciante ponga ancora il tema di una banca del mezzogiorno.

di getto mi domando se sia già finita l'epoca delle fusioni bancarie; le popolari, ossia le radicate nel territorio per eccelleza ad esempio sono destinate a restare così?
per anni non si è sempre sentito dire che il nostro sistema bancario era troppo frammentato? arretrato? il fatto che fosse legato al territorio pareva più un difetto che un pregio... potenze di una crisi. tremonti mi pare coerente, gli altri vedremo.

comunque a volte penso che per quando l'uomo & il politico berlusconi siano anni luce lontani da me, non solo invotabile ma proprio irritante la sola presenza e il verbo, in fondo in fondo penso la situazione sia più complessa di come appaia.
cioè, sembra si stia consumando una battaglia lontano dagli occhi dei media e della gente. una battaglia senza propositi popolari, una mera battaglia di potere insomma con da un lato berlusconi a centralizzare in se, dall'altro un sistema di potere abituato ad essere al centro dell'attenzione dei vari governi e che ovviamente non ci sta a farsi mettere da parte. non ci sta ad avere un padrone del paese col quale avere difficoltà a scendere a patti perchè "troppo forte". non credo si possano ignorare i vari livelli di scontro che questo governo sta combattendo, non mi riferisco alla magistratura, a debenedetti e all'opposizione penso genericamente a una certa industria e a una certa finanza.

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mercoledì 30 settembre 2009

Chi decide la politica economica?

tremonti si arrabbia con le banche che non vogliono sottoscrivere i "tremonti bond", non tutte per la verità ma le due più grosse purtroppo hanno detto di no.

le grosse aziende industriali chiedono a gran voce nuovi incentivi per la rottamazione, il governo apre.

arriva il condono sui soldi prima evasi e poi trasferiti all'estero, la provvigione che otterrà lo stato italiano è davvero misera: il 5%. alla fine chi godrà maggiormente da questa operazione, a parte i delinquenti che ricicleranno il loro denaro (chi evade è un delinquente), sono certamente le spa che si occupano di finanza.

non so voi ma qui si parla di tutto fuorchè del ruolo che hanno certe spa, meglio, del potere che hanno certe spa anche di influenzare i governi e le manovre finanziarie.

"democrazia parlamentare" è un termine che non mi entusiasma ormai da tempo, motivo in più quanto sta avvenendo in questi giorni...
non voglio dire che abbia ragione brunetta "golpe di una elite", voglio dire che l'elite non ha colori politici ed è in grado di mettere sotto i governi.
dovrebbe incuriosire il fatto che tanti amministratori delegati abbiano stipendi superiori a chi amministra la nazione... di per sè sarebbe cosa illogica, o no?

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lunedì 14 settembre 2009

Paura eh?!

mentre in italia si scopre che dalla crisi stiamo uscendo però tra i posti persi negli ultimi mesi e quelli che perderemo a breve, avremo un -700 mila in due anni.
in pratica per due anni ogni giorno che passa 1000 italiani si svegliano con il culo per terra (roba da non dormire e non fate battute sul fatto che neppure i politici la notte dormono..)
ma se questi numeri non sono crisi, la crisi cosa è?
cazzo frega del pil! o conta più il pil della vita delle persone?
e poi soprattutto, il pil alla lunga può essere slegato dalla reale vita delle persone?
e non ditemi che il pil indica il benessere di uno stato per piacere che allora andiamo tutti in cina e india... che anche un incidente d'auto alza il pil (carrozziere, auto nuova, spese sanitarie, ripristino strada ecc.)

mentre in italia riaprono le scuole tra mille questioni, ultima in ordine di tempo 'il prego si accomodi' agli insegnanti che fanno politica... che poi la cosa sarebbe anche giusta se si trattasse di politica partitica ma se invece un insegnante fa Politica tanto di cappello, esempio banale: insegnare l'antirazzismo o il valore della democrazia è Politica; è da non fare?

mentre in italia report rischia di non partire, pare gli abbiano tolto gli avvocati della rai cosicchè gli ottimi giornalisti d'inchiesta che mai hanno perso una causa di fatto sarebbero facilmente bloccabili; mentre quelli del team di santoro sono senza contratto, pure floris (che per inciso mi sta sulle balle) viene messo ingiustamente da parte per fare spazio ad una cosa che porterà consenso al governo. non parliamo delle peripezie di unità, repubblica e avvenire.

mentre in italia pare stiano raddoppiando le aggressioni fisiche da parte degli automobilisti alle forze dell'ordine che chiedono patente e libretto (circa 900 in sei mesi, erano state un migliaio nel 2008), roba che allo stadio sono necessari anni per trovare numeri analoghi feriti.

dall'inghilterra arriva una notizia curiosissima ed estremamente inquietante:
dal 2010 entreranno in vigore nuove norme teoricamente atte a contrastare i pedofili.
cioè, la pedofilia fornisce la scusa per fare altro.

l'idea (idea???) è di creare delle liste di persone autorizzate ad avere contatti continuativi con i bambini, "patente di idoneità" l'hanno chiamata.
chi per qualunque motivo "incontra abitualmente" dei bambini, verrà sottoposto a controlli accurati sulla sua vita e sul suo passato, e sarà iscritto alle liste solo se uscirà senza macchia dalle verifiche:
presidi, insegnanti, medici, infermieri, allenatori, autisti di scuolabus, associazioni di scout e via discorrendo.

ma mica finisce lì, verranno sottoposti alle verifiche anche tutti coloro che con i bambini hanno contatti anche brevi come un passaggio in macchina "almeno tre volte al mese". e badate bene, basterà dare un passaggio in macchina agli amici minorenni dei propri figli senza essere iscritto nell'apposita lista, senza avere la tessera del tifoso, ehm no pardon volevo dire tessera di idoneità, anzi no patente del tifoso, oh cavolo che confusione, "patente di idoneità" ecco l'ho scritto giusto, per essere multati fino a cinquemila sterline.

in questo modo si stima che 11 milioni di britannici, un adulto su quattro, sarà "esaminato".

la crisi sarà ormai alle spalle però tutta questa voglia di archiviare dati, di fare "colonscopie" alle persone a qualcosa dovrà pur servire...

vi dico la mia?
hanno paura di perdere il controllo e allora danno giri di vite

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