sabato 23 marzo 2013

Quant'è lontana l'America!


(Visualizza questo grafico in modo interattivo su Prorealtime.com)

Vi faccio vedere questo bel grafico Euro contro Dollaro per una serie di motivi. Cominciamo dicendo che il segnale tecnico di breve indica debolezza della nostra moneta (fare previsioni sui mercati finanziari nel lungo termine sarebbe un pò come cercare di prevedere il meteo della prossima estate).

Ho tracciato due trend line, la prima rialzista si nota come abbia ben lavorato dal 24 luglio 2012 fino al 20 febbraio 2013 quando è stata rotta. (Le trend line sono valide fino a quando non vengono appunto violate.) Dal massimo del 1 febbraio è possibile tracciare una efficace trend line ribassista, nel caso quindi pro Dollaro. (Ho tenuto conto dei valori espressi in close vista la volatilità tipica di questo strumento).

Cosa vuol dire questo? Conseguenze caso Cipro? E la Grecia cosa fa? E l'Italia torna al voto?
Boh, non ho idea, so solo che ora il grafico dice che il Dollaro sta meglio dell'Euro (ho guardato anche il rapporto Euro / Franco Svizzero, moneta rifugio per eccellenza, ma è veramente un grafico troppo nervoso, di impossibile lettura direi). I mercati negli ultimi due mesi stanno scommettendo sul fatto che faccia brutto tempo per l'Euro, e questo non induce particolare ottimismo per i fatti interni all'Europa.

Poi approfitto per dire che qui i favorevoli all'Unione Europea e all'Euro, spesso fanno discorsi conditi da improbabili confronti con gli U.S.A., ignorando "piccoli particolari"... di questi giorni ad esempio la straordinaria politica estera dell'Europa che seppur in una vicenda comica per gestione e tragica per le persone coinvolte, come quella dei marò non ha preso alcuna posizione. D'accordo, per ripicca al loro mancato acquisto dei nostri elicotteri ci saremmo tenuti i militari; d'accordo la parola dovrebbe essere sacra; però cavoli, gli indiani si sono permessi di sequestrare il nostro ambasciatore e l'UE muta?! Se ha un problema un diplomatico texano, o uno dell'Illinois, o della Florida la voce degli Stati Uniti d'America è una sola. Compatta. Punto.

Chiaro il concetto? La Politica europea dov'è? A parte che decidere di quanto latte possiamo produrre; di quanti gradi ci dobbiamo piegare di fronte all'industria straniera; di quale politica economica/fiscale possiamo/dobbiamo intraprendere; esiste un progetto di Stati Uniti d'Europa?
Può esistere senza neanche un briciolo di politica estera comune che sia guerre come in Libia o Mali o su questione diplomatiche?
E quale sarebbe questo progetto di unione perchè qui "forse" non si è capito...

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martedì 18 maggio 2010

Dollaro caput mundi

da qualche giorno penso, sempre con maggiore convinzione, al fatto che dietro tutto sto ambaradan sui conti dei paesi europei e il crollo dell'euro ci siano gli americani...
il recente commento di apo,
"Fino a pochi mesi fa si sentiva dire che molti paesi, forse per fare un dispetto o forse per prudenza volevano cambiare la moneta di riferimento e passare dal dollaro mall'euro (cina russia paesi arabi ecc.) ora che l'euro rischia di sparire cosa dicono questi paesi?"
mi fa particolarmente piacere poichè nelle sue righe viene a mio avviso sintetizzato il perchè di tutto 'sto casino (o perlomeno il lettore è sceso nel mio caruggio).

per carità, senz'altro i conti di molti paesi europei non vanno bene ma davvero è una cosa di oggi? nel mondo la situazione è tanto diversa? la finanza creativa, per non dire la legalizzazione del falso in bilancio attraverso artifici contabili, è esclusiva dell'europa mediterranea? il mondo, la finanza mondiale forse non si reggono su un grande bluff virtuale fatto di montagne di debiti cui nella pratica quasi nessun paese potrebbe realmente far fronte con denaro reale? tanto per dire la california (mica un frillo qualsiasi) su cui ricordo di aver letto dei numeri orrendi, davvero se venisse attaccata da agenzie e qualche gruppo organizzato, fatto di banche che ovviamente si avvale di media, passerebbe la notte serenamente?

bah, non lo sò però io credo che se davvero si volesse arrivare alla resa dei conti reali e non virtuali torneremmo al baratto. e sono convinto che questa ipotesi non sia neppure presa in considerazione da quelli che hanno il potere, i quali ovviamente in tale contesto perderebbero quasi tutto.
dunque molto più semplicemente tutti questi movimenti sul valutario seguiti al gran can-can contabile mi hanno portato a ritenere che si sia voluto ristabilire l'ordine monetario:
dollaro caput mundi.

qualcuno voleva comprare e vendere petrolio e materie prime in euro? beh se l'idea cominciava a farsi largo oggi la stessa è sparita... (o perlomeno accantonata perchè non è detto sia finito tutto).
gli americani hanno risottolineato la centralità della loro moneta, che come ben sta spiegando mattia nella sua tesi, è per gli u.s.a. un esclusivo quanto grandioso affare.

una guerra subdola, con buona pace del "pacifista" obama (il quale o è favorevole, o non conta nulla..) e una guerra che non si dichiara (come la nostra in afghanistan).
di fatto la definirei una guerra moderna, cui gli europei hanno lavorato da tanti anni ma alla fine i favoriti restano gli americani.
come tutte le guerre prima finisce e meglio è. per tutti.
e ovviamente meno distruzione c'è e meglio è pure per i vincitori. insomma per washington l'euro non deve sparire, deve solo abbassare la cresta.

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mercoledì 7 ottobre 2009

Anti-italiani & anti-europei & anti-mercato, insomma i soliti golpisti in azione

dopo i nefasti dati sull'occupazione occidentale ora abbiamo, sempre su quella stessa linea rossa i dati sul deficit e debito pubblico dei paesi ue.
l'italia è tra quelli che nel 2009 arriva ad un livello che "non soddisfa" i criteri del trattato ue.
stesso discorso per altri otto paesi così siamo a 20 su 27 i paesi della ue con una procedura per deficit eccessivo aperta (dalla stessa unione ovviamente).

nel frattempo gira il rumors, per altro smentito, che il dollaro possa perdere il suo ruolo di riferimento.

il mix è perfetto per lanciare l'oro a nuovi massimi storici.
il mio etc ne approfitta...

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lunedì 6 aprile 2009

G20 di londra, il mio punto di vista

detto che almeno a parole tutti hanno concordato sulla necessità di combattere l'elusione fiscale (cioè la legalizzazione dell'evasione) perchè questi paradisi fiscali somigliano tanto ai buchi neri spaziali.
infatti i soldi prodotti nei e dai 20 grandi, anzichè tornare in circolo nelle economie degli stessi finiscono per sparire, per aggiungere zeri su dei monitor inutilizzati. zeri che mai andranno spesi, zeri che mai torneranno a creare qualcosa. sono lì. come morti.

veniamo al dunque, a su cosa si è combattuta la partita vera con schieramenti divisi.
è noto come obama volesse immettere valanghe di soldi sul mercato. e l'ha ottenuto.
ciò ai cinesi e alle varie economie in esplosione stava bene perchè senza quei soldi i loro prodotti resterebbero invenduti.

l'europa invece ha puntato i piedi soprattutto sulle regole. perchè?

perchè l'europa al suo interno, in uno stato chiamato u.e., vuole ricreare il mercato globale, una copia dell'asse america-cina.
e come?
beh, con l'allargamento ad est, quell'est che può produrre a costi da terzo mondo ma non può consumare.
e con quell'ovest che ha i capitali.
la lotta è lì.

se l'europa non riesce in questo l'alleanza america-cina che senza addentrarci troppo nello specifico ha collegamenti enormi anche dal punto di vista valutario dollaro-yuan poichè in due parole se il dollaro si svaluta il debito lo comprano i cinesi in cambio del loro export; gli americani non potranno comprare oggetti in euro; gli europei compreranno bene quelli made in usa.
insomma usa-cina sarebbe caput mundi e il vecchio continente potrebbe rimanere col cerino in mano.

e allora gli europei che da tempo hanno deciso "per noi" di allargarsi ad est hanno bisogno di regole non tanto per loro, perchè polonia, romania, bulgaria (solo per citare i paesi più grandi) sono annesse nello stato, inteso ue appunto. dunque i regolamenti servono sì ma si possono "aggiustare in modo conveniente" più facilmente tra una federazione di stati mentre diventa più difficile agire a proprio vantaggio per chi si muove da fuori, da stato (usa) con stato (cina, india, brasile ecc.). insomma il problema sono le finanziarie americane, non le nostre.

obama sà questo, ha bisogno di un europa forte ma non troppo, non quanto la sua america.
spingere per la turchia in europa gli serve per fare bella figura col mondo arabo ed al contempo per fare un dispettuccio a sarcozy e alla merkel. proprio i due capi di stato europei che maggiormente hanno richiesto nuove regolamentazioni sanno che aprire alla turchia oggi sarebbe troppo presto, accrescerebbe il problema della questione sociale (trattato di schengen); già c'è da inserire economicamente e socialmente tutto il blocco ex-aderente al patto di varsavia.
ma "tranquilli", purtroppo per la turchia è in u.e. è solo questione di tempo... LL

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