mercoledì 13 gennaio 2010

Aneddoto

a proposito di quanto sotto, mi viene in mente una cosa che mi è capitata quest'estate.

siamo ad agosto ed esce il dispaccio settimanale dell'agronomo (sapete che ho un pò di vigna) il quale consiglia di fare un trattamento all'uva a base di un insetticida in modo da "disinfettare" la stessa.
di fronte a queste soluzioni sono sempre cauto, a parte la spesa che è poca cosa, mi indispongono tre fattori:
1- uccidi tutti gli insetti, quelli buoni, utili e quelli cattivi. fai una strage insomma.
2- mi avveleno mentre faccio il trattamento (sì che ho maschera tuta e guanti però...) ed i giorni successivi in vigna non posso entrare.
3- avveleno me stesso, che un pò di vino per me lo faccio, e chi berrà lo stesso vino acquistato dal mio compratore d'uva.

vado in vigna, guardo, ne parlo con qualche anziano; ci rifletto. non mi pare necessario intervenire.
comunque vado al negozio apposito e chiedo consiglio anche al rivenditore, diplomato agronomo, partendo dal presupposto che lui è lì per vendere.
ovviamente lui dice che è meglio farlo e bla bla bla.
però gli dico: "nell'armadietto in magazzino ho visto che c'è un insetticida composto dal tale principio attivo, 20 giorni di carenza (intervallo di tempo nel quale il frutto non può essere raccolto) se mi decido dò quello che sono in tempo per ancora parecchi giorni visto che si vendemmierà tra non meno di un mese."

sapete la sua risposta?
"non darlo per carità! quel principio attivo lì l'anno scorso gli hanno aumentato la carenza, è passata a 50 giorni! quest'anno addirittura l'hanno ritirato dal mercato! portami quel poco che hai che bisogna smaltirlo ai sensi di bla bla bla".

capito?
ti danno una bomba atomica da usare in agricoltura.
poi si accorgono che han fatto una cazzata.

poi vengono i tumori.

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Sicurezza

si parla tanto di body scanner, ok, se le radiazioni siamo sicuri che non fanno male (cosa che però tanto sicura pare non sia) non vedrei problemi irrisolvibili alla sua applicazione però ecco, io non capisco (o peggio lo capisco) del perchè ci venga imposto di aver paura solo di determinate cose (es. appunto il terrorismo) quando queste stesse poi compiutamente ad un mero calcolo matematico così terribili non sono.
gli esempi in tal senso si sprecano, l'ultimo fresco fresco fu la maiala.

sotto silenzio invece sta passando la proposta della comunità europea con cui si vorrebbe innalzare il limite attualmente consentito delle aflatossine nella frutta secca ma anche mais, riso, fichi, oli vegetali grezzi e semi di cacao.
alla fine dovrà pronunciarsi anche il parlamento europeo (entro i prossimi tre mesi). gli onorevoli italiani per fortuna pare siano contrari ma attualmente sembrano in minoranza, del resto sai il business di poter avvelenare tranquillamente senza tante menate...

ma belin ma belin ma belin!
ma quali calcoli ci sono da fare se è certificato che queste cacchio di muffe sono riconosciute come fattori potenzialmente cancerogeni?!
con un punto di partenza così (fonte Dipartimento di Salute Pubblica Veterinaria e Sicurezza Alimentare dell'Istituto Superiore di Sanità – Reparto OGM e Micotossine) come puoi anche solo metterti lì a pensarci di portare a 10 microgrammi per chilo la dose massima contro gli attuali 4 microgrammi per chilo?!

più o meno le stesse scene già viste in ambito ogm con studi fatti sui topi austriaci al quanto allarmanti e di cui parlammo qui.

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domenica 27 dicembre 2009

Consigli di spesa per il cenone (ma non solo...)

sul sito del WWF ho trovato questa lista di suggerimenti utili per fare la spesa in modo intelligente.
tantopiù che in questi giorni di porcate in tavola ne mettiamo alla grande ritengo sia buona cosa darci un'occhiata...


Non farti condizionare dall'aspetto della frutta e della verdura che fa bella mostra di sé sul banchetto. Spesso gli alimenti più belli sono anche i più impregnati di pesticidi nocivi.

Non devi certo sentirti in colpa se consumi poco! Chi rispetta l'ambiente cerca di consumarne meno che può: e meno consuma più si sente leggero, in armonia con la natura, col pianeta e con l'umanità. Oggi le economie e gli Stati vanno in crisi se la gente consuma - e quindi spreca - un po' di meno: ma ciò è responsabilità di chi governa e pensa ancora che questo sia l'unico mondo possibile. E non cerca seriamente di cambiarlo!

Evita di acquistare frutta o verdura imballata. Solitamente l'imballaggio – oltre che fonte di inquinamento - è veramente sproporzionato e la qualità peggiore di quella dei prodotti sciolti. I cassonetti e le discariche italiane straripano grazie agli imballaggi.
E' meglio preferire prodotti sfusi a quelli confezionati. Generalmente sono più freschi e meno sottoposti a processi chimici.

I sacchetti di plastica usati per la spesa nei paesi ricchi basterebbero per tappezzare ogni anno l’intero pianeta. Evitiamoli più che possiamo: usali più volte, oppure sostituiscili con delle borse di tela.
I sacchetti di plastica non sono biodegradabili e quando finiscono in mare arrivano anche a soffocare – uccidendoli - pesci, tartarughe e cetacei.

Se compri il pesce fai attenzione alla taglia! Per ogni specie la legge stabilisce la taglia minima: pesci più piccoli non dovrebbero arrivare sul mercato né essere pescati. E’ una misura necessaria per cercare di preservare gli stock naturali: in questo modo ogni esemplare può arrivare a riprodursi prima di finire in tavola.

Evita di comprare prodotti che contengono coloranti: alcuni sono nocivi, anche se quelli di cui man mano si scopre la nocività vengono frettolosamente proibiti. Ormai tutti gli ingredienti (perciò anche i coloranti) devono essere segnalati sull'etichetta. E poi i coloranti non rendono certo più buoni gli alimenti.

Per aggirare il rincaro dei prezzi di frutta e verdura causato dagli speculatori e per garantirsi prodotti di migliore qualità, è possibile rivolgersi ai privati. Piccoli coltivatori che spesso coltivano orticelli senza usare troppi pesticidi. Questo consente di pagare di meno la merce, di assicurarsi un prodotto meno inquinato.
Pensare globalmente, ma consumare localmente. Per fare la spesa, non andiamo più al supermercato, ma mettiamoci insieme per fare una spesa collettiva rivolgendoci a piccoli produttori del posto. Scopriremo delle realtà interessantissime e si creeranno delle sinergie straordinarie.


Negli allevamenti intensivi le condizioni dell'animale sono spaventose. Spazi esigui, aria irrespirabile e un livello di pulizia sotto zero caratterizzano quasi tutte le fattorie intensive. Agli animali vengono somministrate quantità notevoli di antibiotici per curarli dallo stress e spesso anche ormoni e estrogeni, che sarebbero vietati dalla legge. Preferisci la carne biologica, così sarai sicuri di quello che mangi. Costa di più è vero: potrebbe essere l'occasione buona per mangiarne anche di meno.

Se proprio volete bere acqua minerale (è una decisione che noi sconsigliamo!), almeno compra acqua minerale locale. Non avrà così bisogno di essere trasportata da un capo all'altro d'Italia con grande spreco di carburante e inquinamento dell’aria! E’ davvero penoso vedere colonne di Tir, carichi di bottiglie d’acqua, che vanno da Nord a Sud, e da Sud a Nord! L’acqua è acqua, ovunque sia.

Se compri prodotti surgelati porta con te una borsa termica al supermercato. Così il tuo freezer non dovrà rifaticare e consumare energia per riabbassare la loro temperatura. E si conserveranno meglio

Preferisci prodotti freschi e non surgelati. Oltre al miglior sapore, i prodotti freschi hanno dalla loro il non utilizzo di energia per mantenerli freddi. La catena del freddo consuma una enorme quantità di energia.

I fazzolettini rinfrescanti sono di cellulosa pura, il che comporta un grande spreco d'alberi, sbiancata con il cloro in un processo molto inquinante. Da evitare.

Quanta carta (= alberi!) sprecano i quotidiani per propinarci inserti e magazine non richiesti (grazie al finanziamento pubblico!). Per far loro capire che non sono sempre graditi non comprare il giornale nei giorni in cui esce con un allegato che non ti interessa.

Evitiamo le bibite in contenitori di alluminio. Oltre a costare molto di più, richiedono molta energia elettrica per essere prodotti e, quindi, sono causa indiretta di emissioni di gas che provocano l'effetto serra.

Leggi le etichette dei prodotti che stai per acquistare e non farti condizionare troppo dalla marca.

Fare shopping per dissipare la noia e combattere la depressione conduce al debito e alla miseria, e non alla felicità, secondo un rapporto di una Commissione governativa inglese. I consumi eccessivi danneggiano invece l'ambiente e la qualità della vita per tutti. Evitiamoli.

Piatti, bicchieri e posate di plastica non fanno male solo all'ambiente. Secondo una ricerca di Altroconsumo, infatti, molecole di sostanze tossiche, tra cui alcune cancerogene, migrano nel cibo. Può essere accettabile usarli esclusivamente in rare occasioni e solo con cibi freddi. Assolutamente da evitarli con i cibi caldi.

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giovedì 30 aprile 2009

"Trucco" per lavorare di meno e guadagnare di più

ce lo insegna questo mio "collega" (tra virgolette perchè lui lavora in banca... non allo sportello...) che per gestire molto più in fretta la sua vigna la cosparge interamente di diserbante (come da foto da cui si può ammirare l'erba uccisa da avvelenamento).

io no, ci tengo alla mia salute e a quella dell'ambiente. pazienza se a parità di ore lavorate guadagno meno e fatico di più poichè devo, sfalciare e fresare/trinciare.

sapete cosa vi dico?
che certi banchieri con trucchetti simili han preso per il culo il mondo intero... questione di mentalità... LL

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sabato 28 marzo 2009

Media bocciati

cosa c'è di più prezioso della salute?
sicuramente nulla!

eppure c'è chi in nome del business non esita a fornire una
"informazione medica che tende al sensazionalismo, e finisce per indurre false aspettative nel pubblico, quando non propone addirittura una sfacciata pubblicità a terapie prive di validazione scientifica."
Sono le conclusioni di uno studio, pubblicato su PlosOne, condotto dal Media Doctor Australia, un osservatorio indipendente che dal marzo del 2004 al giugno del 2008 ha monitorato la qualità dell’informazione medica in 1230 articoli apparsi sui media australiani: quotidiani, TV, radio, periodici e riviste on-line.
trovate un esaustivo articolo cliccando qui dal blog di un'amica.

e io ne approfitto per fare una considerazione:
ma se questi media antepongono il loro business alla nostra salute, saranno onesti nel raccontarci di politica, economia, società, cronaca ecc. ecc.? LL


ps: approfitto per dire che non troverete più nella colonnina di destra il link ad un famoso sito del settore del trading...
tanto gentili tempo addietro a chiedermi di cedere loro i post che gli interessavano, "un pò meno gentili" quando hanno ritenuto di non aver più bisogno dei miei contenuti...
mi sono accorto casualmente che avevano rimosso il link verso di me e tutta la collaborazione... ed io del resto è un sito che non ho praticamente mai letto.. dunque non so neppure quando ciò è avvenuto perchè da parte loro non mi è giunta comunicazione alcuna...
che figura di merda... (non dico il nome perchè mi vergogno per loro..) LL

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