mercoledì 23 dicembre 2009

La salute non ha prezzo. per tutto il resto c'è la calcolatrice

leggevo un rapporto di greenpeace... davvero interessante!
in pratica il governo con le nuove centrali nucleari (ricordo di terza generazione mentre si sta lavorando a quelle di quarta..) conta di produrre dopo il 2020, 50 miliardi di kw mentre loro sostengono che con le soli fonti rinnovabili e misure di efficenza energetica se ne potrebbero produrre quasi 150 miliardi di kw entro la suddetta data del 2020. entro, cioè addirittura prima.
belin!

in aggiunta la stessa organizzazione ambientalista sostiene che il nucleare porterà ad un appesantimento della bolletta energetica familiare, chiaro il discorso non vale per quelle che vivono "vicino" la centrale alle quali verranno riconosciuti sconti vari sia sulla luce che su tasse locali quali tarsu e ici.
bisogna solo vedere se risparmiare 3000euro all'anno vale un sostanzioso aumento della possibilità di ammalarsi di leucemia... i dati parlebbero chiaro, in un raggio di 5 km dalla centrale in corretto funzionamento se ricordo bene da report, l'incidenza tumorale è nettamente sopra la media.

insomma il nucleare in italia pare che oggi come oggi convenga soprattutto ad alcune grosse aziende: la francese areva e le nostrane ansaldo ed enel; a chi smercia uranio e sinceramente non so chi sia. poi immagino qualche grossa ditta delle costruzioni dovrà occuparsi di alcuni lavori tra cui il sito di stoccaggio scorie. di contro se così fosse non converrà un granchè ai cittadini visto che i costi di creazione della centrale, l'acquisto ed il trattamento dell'uranio, infine lo smaltimento scorie potrebbero/dovrebbero essere a loro carico (inteso collettività).
ma questi discorsi per me alla fin fine contano ben poco, sono certamente verificabili da una calcolatrice onesta ma la salute quella non ha prezzo!

la cosa curiosa ed al contempo preoccupante è che i luoghi nei quali sorgeranno le future centrali italiane saranno resi noti dopo le elezioni amministrative e regionali di primavera... l'ultima parola infatti dovrebbe/potrebbe spettare proprio alle amministrazioni locali.

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