martedì 24 novembre 2009

Due conti sul pil

per commentare certi dati macro quali ad esempio il pil bisogna fare un ampio discorso a 360gradi.
parto da tre considerazioni facili per non dire banali; la prima di ordine matematico, la seconda di ordine cronologico la terza di ordine logico.

allora andiamo per esempi,
se abbiamo due paesi, uno quest'anno registra un +1% di variazione pil a fronte di un -4% dell'anno precedente;
l'altro quest'anno fa +0,5 e l'anno prima veniva da un -3%. domando: chi sta meglio?
la risposta non è così scontata...

se prendiamo quale base 100 nel biennio avremo per il primo pase -4% dunque scende a 96 e +1% dunque guadagna 0,96 e risale a 96,960.
il secondo paese invece da 100 con -3% scende a 97 per poi risalire di 0,5% dunque di 0,485 con risultato di 97,485.
è un esempio banale ma rende l'idea. il pil va considerato nel medio lungo termine, prendere il dato crudo così anno per anno è un non senso matematico.

poi c'è un non senso cronologico, della serie:
se negli anni '60 le autorità italiane decisero di puntare sulla siderurgia mentre l'europa occidentale faceva scelte diverse a pagare ci tocca oggi.
non so se avete occasione di passare da genova cornigliano, sono 2-3 anni che si sta lavorando alla distruzione/riconversione dell'area italsider...

terzo, se oggi ci sono incentivi alla spesa quali quelli ben noti alla rottamazione auto ed elettrodomestici e l'anno precedente no beh, il freddo dato numerico di pil non ne terrà conto ma noi lo vorremo fare sto sforzo o no?

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