venerdì 25 settembre 2009

Stop alla speculazione finanziaria?

i capoccioni riuniti a pittsburg tra le altre cose hanno puntato il dito contro la "speculazione finanziaria", a tal proposito la reuters attribuisce a berlusconi la frase:

"è assolutamente prioritario regolamentare in modo stringente il mercato dei futures"
(inteso specialmente quelli sui prodotti alimentari ed energetici) e ancora
"ci è parso che dovremmo anche considerare un sistema globale di riserve strategiche di materie prime per neutralizzare sul nascere le tensioni speculative".

sulla prima parte francamente mi sembra una cosa un pò difficile, a meno di non bloccare la borsa e poi concentrarsi sul mercato nero con misure repressive, sul modello sovietico per intenderci. già fallito prima di cominciare.
ok, si potrebbe andare anche su una linea più morbida, creare un binario, un canale di oscillazione però sarebbe un controsenso, non sarebbe più borsa.
inoltre la speculazione esiste da prima che esistesse la borsa, anzi semmai le quotazioni delle varie materie in borsa sono proprio arrivate per porre un freno alle speculazioni interne, offrire insomma un prezzo di riferimento che valesse per tutti.
poi possono limitare l'effetto leva sui futures, sospendere le quotazioni se i prezzi salgono di oltre "x"% ma non credo si risolverebbe alcun che.
dire di bloccare la speculazione è un pò come dire di togliere la pioggia, la violenza, e via dicendo. puoi limitarla un pò, contenerla forse un pochino ma non di certo fermarla.

ricordo anche che la speculazione esiste pure al ribasso, non solo sulle azioni ma su tutto ovviamente. solo non ci pensiamo mai, siamo portati a pensare che ad esempio più il prezzo del grano scende e meglio è. un par di palle! anche questo generebbe problemi non da poco, per i produttori e relativo indotto che a cascata si riperquoterebbero sulla collettività.

sulla seconda parte di quanto attribuito al berlusca invece sono più d'accordo, creare riserve strategiche da usare per calmierare i prezzi può essere sensato ma attenzione, sui prodotti alimentari non è certamente una cosa semplice visto che come è noto deperiscono.

il problema grosso però, e lo ribadisco per l'ennesima volta, è che quasi la metà di quello che viene prodotto dal settore agricolo o non viene raccolto perchè il prezzo non merita, oppure non è conforme alle richieste del mercato (è bacato, o piccolo), oppure ancora marcisce negli scaffali, nei magazzini o nelle case dei consumatori.

altro problema immenso è rappresentato dalle pessime abitudini alimentari occidentali, immense quantità di cereali vengono usate per alimentare gli animali delle cui carni abusiamo.

occhio poi al ritorno del latifondo sotto altro nome, cioè si chiama piccola proprietà privata ma tu produttore sei obbligato a vendere al grossista al prezzo che ti impone lui. in questi giorni abbiamo gli allevatori in fermento, il loro latte viene "pagato" 30centesimi al litro. meno dell'acqua!

anche sui prodotti energetici gli sprechi sono immensi, per non parlare delle potenzialità delle fonti alternative.

insomma la speculazione, che certamente ha parte nei prezzi, mi sembra un pò la classica pagliuzza ma è della trave che dovremmo preoccuparci...

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2 Commenti:

Alle 25 settembre 2009 20:09 , Anonymous Anonimo ha detto...

Ottimo post. Mi permetto di aggiungere che attualmente il problema delle oscillazioni (a volte inspiegabili) delle commodities sono causate dall'enorme liquidità immessa proprio dagli Stati senza alcuna selezione o logica. Con il risultato che chi ha "incassato" non ha poi a sua volta "fatto circolare", bensì ha cominciato a "speculare".
Ale

 
Alle 26 settembre 2009 11:51 , Blogger LL ha detto...

grazie, trovo sia verissimo anche quello che hai aggiunto tu.

 

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