martedì 15 settembre 2009

Chi guadagna dalla tessera del tifoso?

sul sito della lega pro (ex serie c) abbiamo un elenco di motivi redatti a scopo di incentivare la richiesta di tessera del tifoso, vi risparmio i primi sette punti che non ci interessano in questa sede per quanto siano esilaranti vista la loro demenzialità, concentriamoci piuttosto su:

8. Ottenere una carta di pagamento ricaricabile Visa con un proprio IBAN senza essere vincolati ad un conto corrente bancario; consente di ricevere bonifici, accrediti di stipendio e trasferire in real time denaro da una carta all’altra (card to card);
9. Operare in modo sicuro e veloce ottenendo sempre maggiori servizi e benefici concreti; premi, merchandising, biglietti, convenzioni e scontistica di vario genere;
10. Sostituire il denaro contante: la tessera rappresenta un borsellino elettronico che consente di fare operazioni di varia natura, acquisti online, prelevare contanti, trasferire denaro, ricaricare il telefonino

dunque per rispondere alla domanda che dà il titolo a questo post iniziamo col dire le banche.
non a caso già da ora alcune società calcistiche si sono appoggiate a istituti di credito.

ad essa è favorevole il presidente della Federazione Italiana Gioco Calcio, giancarlo abete, cioè il fratello di luigi abete vicepresidente dell'Associazione Bancaria Italiana e presidente della banca romana bnl.

uno dei due gruppi bancari più importanti del paese è Intesa_Sanpaolo (a cui si è appoggiato il milan, già rilasciate oltre 100mila tessere, e la fiorentina, quest'ultima tramite la cr firenze).

lo stesso istituto è nel patto di sindacato che regge rcs mediagroup cioè tutta una serie infinita di quotidiani come il corriere della sera e soprattutto la gazzetta dello sport certamente il più importante giornale sportivo (favorevole anche la rosea? boh, non la leggo..);
ma ad accrescere il business rcsmediagrop ci sono anche periodici, libri, broadcast (importanti radio nazionali e locali), pubblicità, l'agenzia agr (fornisce notiziari e contenuti editoriali a radio, televisioni locali e regionali e a siti internet di primaria importanza nello scenario italiano).

nello stesso patto di sindacato cito della valle visto che abbiamo nominato la fiorentina, ma è di Mediobanca la quota più significativa. mediobanca dunque citiamo tra gli uomini più importanti di essa geronzi l'ex patron di capitalia (ora fusa con unicredito), uomo e banca che nel calcio sono molto conosciuti visti i rapporti economici con alcuni presidenti (sbaglio se cito parma-tanzi, lazio-cragnotti, roma-sensi?).

uomo molto vicino a capitalia era franco carraro, uomo che in passato ha fatto un pò di tutto, anche il politico e che recentemente è stato presidente della figc e presidente di mediocreditocentrale, banca facente parte appunto del gruppo capitalia.

tornando a mediobanca nella stessa spa c'è tanta gente nota che ha ruoli di rilievo, da marina berlusconi figlia di silvio (il quale ha una quota azionaria del 2%circa), alla figlia di Salvatore_Ligresti lui nel patto di sindacato rcs e curiosamente leggo da wikipedia:
"I suoi avvocati hanno scovato un articolo del codice che fa tornare immacolata una fedina penale sporca: quando siano passati almeno cinque anni dall’espiazione della pena e il pregiudicato «abbia dato prove effettive e costanti di buona condotta». Ha presentato domanda al Tribunale di sorveglianza di Milano, che nel settembre 2005 ha accolto la sua richiesta: ora Ligresti è riabilitato". domando: ma per i tifosi sarà diverso? così dice l'articolo 9 della legge 41/2007.
ligresti è anche membro del consiglio di amministrazione del Gruppo Unicredit, dunque torniamo vicini a geronzi sia per l'affare capitalia sia perchè unicredit è socio importante in mediobanca. che poi a proposito di figlie in carriera, quella di cesare, chiara geronzi lavora al tg5.

ma dicevamo di unicredit, nel cda il presidente è dieter rampl (siede anche nel consiglio di sorveglianza di mediobanca) e poi un vicepresidente è berardino libonati tra le altre cose consigliere in telecom e in rcs; un altro doppio consigliere unicredit - telecom italia è piero gnudi e avanti via così è tutto un intreccio di partecipazioni e uomini con più cariche. un rompicapo impressionante che vi risparmio ma se avete tempo la quantità di intrecci tra le spa che sto menzionando è davvero intrigante...

se guardate questi consigli di amministrazione troverete tanti volti noti, tra gli altri ex politici e gente che ha subito condanne o se la è cavata per il rotto della cuffia... della serie se per loro valesse il daspo senza processo e solo sulla base di un'accusa non so quanti cda reggerebbero...
ma dicevo, alcuni hanno subito condanne, condanne vere, mica aver esposto uno striscione non autorizzato.

comunque dopo aver nominato un pò di banche (qualcuna delle quali più o meno direttamente certamente dalla tessera del tifoso avrà benefici) e i legami con rcs mediagroup è curioso osservare come in rcs troviamo anche il gruppo benetton.
bene, nell'azionariato di telecom italia troviamo le solite mediobanca e intesa che la controllano assieme ad altri soggetti tra cui la "ex sintonia" del gruppo benetton.
ora la tecnologia applicata alla tessera del tifoso, sistema rfid per trovare la nostra/vostra collocazione con approssimazione di pochi centimetri è offerta da telecom (per tutti?) stando a quel che ho letto almeno per la ex serie c dovrebbe essere così (vedi tuttomercatoweb).
un'altra società con dentro i Benetton che forse sarà in affare con la tessera del tifoso potrebbe essere autogrill, "sconti per i tifosi" in viaggio? o magari per restare in famiglia autostrade o grandi stazioni spa, però qui siamo alle ipotesi dunque staremo a vedere.

insomma ricapitolando possiamo dire che a breve avremo milioni di italiani che pagheranno una tantum (10 euro gli juventini) per essere schedati e per chiedere il permesso alla questura di accedere in luoghi pubblici.
ma i soldi col sistema tessera-del-tifoso-carta-di-credito continueranno ad uscire lentamente ed inesorabilmente dalle tasche degli italiani per altri lidi. pochi spiccioli per volta ripetuti milioni di volte, all'infinito. soldi sicuri di fatto facendo niente visto che una volta partito, il meccanismo fa tutto da solo, o meglio genera introiti da azioni altrui (quelle dei tifosi) e dalla tecnologia.

poi come è ovvio immaginare da questa card ci saranno società che godranno di benefici indiretti, leggasi le pay-tv che vendono il business calcio a chi sarà bloccato dalla burocrazia.
oppure davvero qualcuno pensa che un padre di famiglia sia ben lieto di chiedere il permesso al questore per lui e suo figlio?
senza contare che i costi dei biglietti stadio non caleranno (tanto per dire 26,5euro per il settore ospiti di siena-roma) e ovviamente chi farà la tessera per vedersi una o due partite all'anno dovrà tirare fuori la tantum (10euro a cranio?) dunque per i tifosi tiepidi l'incidenza del costo tessera sarà superiore. (vero che qualcuno la tantum non la chiede, del resto è sicuro di rifarsi dopo).

i media oltre che una cronica difficoltà ad andare contro i centri di influenza del potere politico (la tessera è figlia della coppia amato maroni) in questa occasione sono direttamente coinvolti dal punto di vista economico;

aspettarsi tutta la verità da loro è un pò come chiedere all'oste se il vino è buono...

casualmente articoli e commenti ostili alla tessera li troviamo sul guerin sportivo da parte del suo direttore matteo marani, e gianni mura su repubblica; soggetti forti ed indipendenti che al massimo possono irritare qualche inserzionista pubblicitario. e chissà che pure loro una certa influenza non l'abbiano, voi trattereste con i guanti i vostri migliori clienti?

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5 Commenti:

Alle 15 settembre 2009 15:19 , Blogger LL ha detto...

l'editoriale di Matteo Marani del Guerin Sportivo n.35/2009.

"Mi fa piacere che sia intervenuto anche Marcello Lippi in settimana e stavolta non per una banale polemica con Mourinho.
Il Ct si è espresso, ma direi quasi esposto, contro la Tessera del tifoso, dopo che lo avevano fatto Gianni Mura con un articolo esemplare su Repubblica e altri osservatori.
A questo punto non si potrà più dire che sono sempre i soliti ultras ad avercela con questa iniziativa del ministero. Che è la loro inguaribile voglia di violen
za a contrastare il provvedimento.
Certamente i teppisti non mancano tra i protestatari, e spero che qualcuno di loro non offra nuovi argomenti controproducenti nella manifestazione di sabato a Roma, ma il principio deve valere oggi più di qualunque possibile strumentalizzazione. Di mezzo ci sono il buonsenso, la qualità del vivere civile e il rispetto delle libertà. Non bazzecole, non il 4-4-2 o il 4-3-3. Ci stanno la Costituzione e i suoi capisaldi.
Lippi ha parlato di ghettizzazione. E forse ha individuato la parola migliore, benchè forte e vagamente razziale. Registrare e archiviare i nomi dei tifosi, anche di quelli che non hanno sul capo pendenze o reati, ma forse la colpa peggiore di essere tifosi, è un operazione pericolosa. Per la limitazione degli spazi, come ha scritto qualcuno, ma soprattutto perchè rischia per l'ennesima volta di offrire la medicina sbagliata a una malattia grave, riemersa negli ultimi giorni anche dalle parti del West Ham e dell'Inghilterra. Non è con i divieti, le privazioni, i restringimenti e i limiti che si combatte e vince la violenza. In una decina di anni questa politica non ha ripagato. E se sono calati gli incidenti, è calato ben di più il pubblico. Detto en passant, quello migliore e più educato.La conquista va fatta per addizione e non più per sottrazione. Bisogna riportare negli stadi non soltanto le famiglie, feticcio retorico estratto a ogni conferenza-stampa, ma ancor prima il colore, il calore, la passione, puntando sulla competenza del pubblico sugli spalti. Sono gli unici antidoti veri ed efficaci alla distanza. Molti di noi ricordano un modo diverso e più allegro di andare allo stadio. Quando si poteva entrare con una bottiglietta d'acqua per combattere il caldo, con l'ombrello se pioveva, senza file chilometriche ed estenuanti, con la cintura nei pantaloni. Si stava insieme, ci si divertiva e si aspettava la domenica successiva per tornarvi. Come ha scritto Alessandro Vocalelli, direttore del Corriere dello Sport,
"sono lontani i tempi in cui - quattro amici e una macchina a disposizione - si poteva decidere anche il sabato sera di andare a vedere una partita" (...)".

 
Alle 15 settembre 2009 15:23 , Blogger LL ha detto...

da La Repubblica

MARONI E LA TESSERA CONTRO I TIFOSI. PER BENE

1°parte

Occuparsi di sport, di calcio in particolare, ha i suoi lati positivi per esempio, potrei rivolgermi al ministro Maroni a proposito della sua direttiva sulle trasferte dei tifosi ignorando altre e più drammatiche trasferte sul Canale di Sicilia. Potrei ma non posso. Solo due considerazioni. E' ben strano l'atteggiamento di molti leghisti. Si propongono come i più accaniti difensori dei valori dell'occidente cristiano e appena qualche vescovo o qualche prete dice qualcosa che non gli torna lo mandano brutalmente a scopare il mare (è un modo di dire milanese, va inteso come ramazzare l'oceano e, in greco, farebbe parte degli adùnata). Poi (prima regola: negare comunque, o almeno mettere in dubbio) è piuttosto atroce il loro fare di conto. I 5 vivi dicono che erano in 73, morti recuperati 14 (vado a memoria). E fanno 19, dove sono gli altri 54? Come se il mare fosse un bancomat, una cassetta di sicurezza, ancora un pò e gli si chiede la ricevuta. Ma sisa che i conti devono tornare (a casa loro anche loro, così imparano). Ma qui si parla di calcio, di altre trasferte. Mi ha stupito il favore con cui le decisioni di Maroni sono state accolte, a parte il mondo degli ultrà (già avvelenato dalla sentenza-Spaccarotella) e Zamparini, che al solito è andato giù piatto parlando di fascismo e Maroni ovviamente ha avuto buon gioco nel rispondergli di leggere qualche libro. Secondo me anche a Maroni non farebbe male leggere qualche libro, non fosse che poi bisognerebbe trovare chi gli spiega quello che ha letto (vedi '94, decreto Biondi) e si farebbe tardi. In parole povere, per andare allo stadio in trasferta dall'inizio del 2010 sarà indispensabile la "carta del tifoso". Indispensabile in Italia, perchè all'estero non sanno cosa sia e già questo potrebbe far sorgere qualche dubbio. Non ci aveva pensato nemmeno la Thatcher, tanto per dire.
Il ministro, e gli si può credere, ha sbandierato dati interessanti sulla violenza in calo: meno feriti tra i tifosi, tra le forze dell'ordine, meno incidenti. Ma è normale, visti i limiti che già ci sono alle trasferte. Vientandole del tutto, le cifre calerebbero ancora, ma questo paradosso evoca Tacito ("l'hanno fatto un deserto e l'hanno chiamato pace") e non va bene. Ancora, al ministro (e a chi l'ha preceduto) va riconosciuta l'attuante di società calcistiche piuttosto inerti (poche le eccezioni) davanti al problema del tifo violento, oppure poco collaboraztive, spesso propense a scaricare tutto sulle spalle dello Stato. A volte mi succede di sognare un messaggio congiunto alla Nazione (Maroni-Galliani) il cui succo è: statevene a casa, abbonatevi alla pay-tv che vi pare e amen.

 
Alle 15 settembre 2009 15:24 , Blogger LL ha detto...

da La Repubblica

MARONI E LA TESSERA CONTRO I TIFOSI. PER BENE

2°parte

Starsene a casa può essere una scelta o un obbligo. Qualche caso spicciolo. A: sono un turista cinese (o messicano) in visita a Roma. Posso acquistare un biglietto per il derby? No. B: sono un sardo residente a Milano. Posso acquistare un biglietto per Juve-Cagliari? No, molto spesso la vendita è riservata a chi vive nella provincia in cui si gioca. C: sono un padre di famiglia, parlo il milanese meglio di Bossi e di suo figlio, io di figli ne ho due, posso portarli al derby? No, perchè spesso non si può acquistare più di un biglietto a persona. E poi continuano a dire che bisogna riportare le famiglie allo stadio. Ecco, nei tre casi mi sembra di vedere una limitazione alla libertà individuale. Detto in altri termini, e per puro comodo, immaginiamo di dividere i tifosi bravi e cattivi. I cattivi identificati, in teoria, sono già soggetti a DASPO, quindi schedati e controllati. Ma che bisogno c'è di schedare quelli bravi? Questo è il punto. Mentre i bagarini continuano a fare i buoni affari e se ne fanno un baffo del biglietto individuale, mentre i non cattivi, fino a prova contraria, ma un pò agiati si muovono comunque, poi si vedrà, vorrei che qualcuno mi spiegasse perchè un cittadino incensurato, senza precedenti specifici, non è libero di muoversi nel suo paese e di andare allo stadio pagando un biglietto e basta, come si fa nel resto del mondo. Se poi delinque ci pensi la polizia.
Trattare i bravi da cattivi, tanto sappiamo che sono bravi, non è fascismo, è piuttosto una gestione abbastanza ottusa del potere. Si seppelisce così, senza un fiore, la domenica della brava gente, che i coltelli li usa solo in trattoria, prima o dopo la partita. Si colpiscono i diritti di una stragrande maggioranza per limitare gli eventuali danni di un'esigua minoranza. Se questo è normale, ditelo voi. A me non pare. Se la libertà di movimento passa per una schedatura (questo è nè più nè meno), a me pare condizionamento di libertà. C'è per caso un costituzionalista che ha qualcosa da dire?

Gianni Mura

 
Alle 15 settembre 2009 18:41 , Anonymous Davide ha detto...

Cazzo Lu' sono andato a vedere non puoi non metterla!!!!!!!
Fa morire da ridere :-DDDDDD



http://www.lega-calcio-serie-c.it/down/tessera-tifoso.pdf


Il tifoso sarà stimolato a sottoscrivere la tessera per:

1. Avere la garanzia di poter seguire sempre la propria squadra del cuore anche in trasferta e anche in presenza di limitazioni o restrizioni da parte dell’Osservatorio o delle Questure di riferimento per le partite considerate rischiose;

2. Acquisire una maggiore consapevolezza di una sana cultura sportiva, nel rispetto del tifoso avversario;

3. Godere del privilegio di far parte di un Club esclusivo, appagando in tal modo il bisogno di appartenenza;

4. Essere possessore di una tessera UNICA con il nome della squadra del cuore e con il logo della Lega Pro che può essere utilizzata su tutto il territorio nazionale senza vincoli geografici;

5. Rafforzare il suo rapporto con la società, attraverso lo scambio di informazioni, idee e condivisione di progetti utili per la community;

6. Contribuire ad una gestione più efficiente della propria squadra facendo privilegiare maggiormente azioni che coinvolgano il tifoso a prescindere dal singolo evento sportivo; giochi, cene sociali, eventi extra sportivi;

7. Essere considerato ed avere opportunità per: premio fedeltà, miglior supporter, visibilità e intervista sulle rivista periodiche da recapitare a tutti i tifosi;

8. Ottenere una carta di pagamento ricaricabile Visa con un proprio IBAN senza essere vincolati ad un conto corrente bancario; consente di ricevere bonifici, accrediti di stipendio e trasferire in real time denaro da una carta all’altra (card to card);

9. Operare in modo sicuro e veloce ottenendo sempre maggiori servizi e benefici concreti; premi, merchandising, biglietti, convenzioni
e scontistica di vario genere;

10. Sostituire il denaro contante: la tessera rappresenta un borsellino elettronico che consente di fare operazioni di varia natura, acquisti online, prelevare contanti, trasferire denaro, ricaricare il telefonino

 
Alle 18 settembre 2009 13:00 , Anonymous Anonimo ha detto...

Ho appena finito di leggere un 'articolo' pro tessera sulla Gazzetta.

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