giovedì 25 febbraio 2010

Petroldollari, 2.5

proseguo con parsimonia nella pubblicazione del lavoro di mattia e sottolineo come sia particolarmente interessante questo passo. buona lettura.

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Dollaro e signoraggio.

Con l'implosione e la conseguente fuoriuscita dallo scacchiere imperialista del blocco sovietico, gli Stati Uniti si sono trovati temporaneamente come l'unica superpotenza militare, economica e quindi politica.Washington continuava a utilizzare, come per tutti gli anni '80, la forza militare per esercitare il suo dominio sui mercati finanziari e quindi, tramite la speculazione, ad appropriarsi di profitti prodotti in altre parti del mondo. Contemporaneamente, negli stati europei assistevamo ad una riorganizzazione del processo produttivo grazie anche alla rivoluzione del microprocessore, che compensava la recessione con un aumento della produttività. Nonostante gli sforzi, i singoli Stati europei, presi individualmente, non erano assolutamente in grado di tenere testa al gigante americano, considerando anche che l'appropriazione di profitti aumentava e si assisteva ad una fuga del capitale finanziario dai processi produttivi. Si rendeva necessario per il capitalismo europeo contrastare quello americano anche nei mercati finanziari.
I vantaggi che otteneva il dollaro dal ruolo di moneta egemonica negli scambi internazionali erano sostanzialmente tre:
maggior protezione dalla fluttuazioni del valore della moneta,
signoraggio
e finanziamento automatico (anche se il signoraggio e il finanziamento automatico della bilancia dei pagamenti sono estremamente vincolati).
Per quanto riguarda il primo, anche in caso di svalutazione del dollaro rispetto alle altre monete, non si assisterebbe ad un aumento dei prezzi dei prodotti primari per gli Stati Uniti, perché lo scambio di questi beni avviene in dollari. I prezzi interni degli USA sono quindi relativamente immuni dalle fluttuazioni del cambio.
L'indicizzazione del prezzo del petrolio in dollari ha permesso, per esempio, che la volatilità del prezzo del greggio fosse minore per i compratori statunitensi rispetto agli europei o ai giapponesi. Per altri versi, anche i debitori americani non corrono il rischio di essere danneggiati da un cambiamento nel valore della moneta con cui è emesso il debito, mentre in qualsiasi altro paese l'indebitamento in moneta straniera può portare al fallimento di molte imprese nel caso di una svalutazione.
Il secondo beneficio economico che comporta il fatto di essere la moneta internazionale è il signoraggio: la possibilità di emettere banconote (cioè carta) con un costo minimo e di scambiarle con beni e servizi. La Federal Reserve si è comportata come la banca centrale mondiale dal 1945, agendo con le facoltà che ha una banca centrale sul suo territorio nazionale e che ha permesso al governo americano di godere del privilegio esclusivo di poter emettere denaro per pagare spese per importazioni di beni e servizi, per investire all'estero e per finanziare le spese militari.Secondo gli accordi di Bretton Woods il dollaro era la moneta internazionale ma gli altri paesi avevano un cambio fisso del dollaro con l'oro e la possibilità di scambiare in qualsiasi momento i dollari in oro. Questo per evitare che gli Stati Uniti agissero come banca centrale mondiale finanziando il proprio deficit con l'emissione di nuova moneta. Tuttavia, il deficit nella bilancia dei pagamenti statunitense è allo stesso tempo la fonte della liquidità del commercio internazionale.
Generalizzando, il signoraggio è la differenza tra il valore intrinseco della moneta e il valore nominale, ma questo meccanismo non è identico a livello nazionale e internazionale e non ci sono neanche interpretazioni unanimi sul concetto di signoraggio internazionale. L'interpretazione più diffusa di signoraggio internazionale considera i dollari in possesso di soggetti stranieri come un prestito senza interessi fino a che questi dollari non ritornano negli Stati Uniti per essere scambiati con beni e servizi statunitensi, oppure come un guadagno nel caso in cui questi non ritornino negli USA. Secondo questa interpretazione, per calcolare i benefici del signoraggio bisognerebbe calcolare quanto il governo degli Stati Uniti avrebbe dovuto pagare se gli altri paesi avessero avuto buoni del Tesoro invece di dollari.
Il terzo vantaggio ma intimamente legato col secondo, consiste nel finanziamento automatico del deficit della bilancia dei pagamenti. Accettando i dollari gli investitori stranieri offrono un prestito virtualmente automatico per finanziare il deficit americano. Secondo alcuni economisti, questo terzo vantaggio non è che un'altra forma di intendere il signoraggio internazionale.
Elencando i vantaggi del signoraggio internazionale nella definizione più estensiva, si può dire che gli Stati Uniti beneficiano del ruolo del dollaro con la possibilità di scambiare pezzi di carta privi di valore (o i loro equivalenti elettronici) con beni e servizi reali; ottengono una maggior liquidità dei Buoni del Tesoro statunitensi, ottengono di fatto prestiti senza interesse; possono finanziare la propria bilancia dei pagamenti automaticamente; ottengono un guadagno dalla differenza tra i benefici ottenuti dai prestiti a lungo termine finanziati con debiti a breve termine con tassi di interesse inferiore (i buoni del Tesoro).

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