venerdì 2 ottobre 2009

Costo o investimento?

come sapete gestisco una piccola azienda agricola, stamani pensavo:
cosa considero costo e cosa investimento?

esempio a caso...
fare in modo che le pioggie torrentizie non facciano danni scatenando frane io lo considero un investimento.
dunque faccio più volte all'anno una buona manutenzione degli scoli. meglio giocarmi una giornata ora a pulire e incanalare che sorbirmi tra qualche tempo il rifacimento di un muro con la conseguente perdita di "x" ore lavorative, "x" denaro per rimettere in sesto il terreno, "x" piante che con la frana perderebbero produttività.
ogni ora investita nella manutenzione e prevenzione ha un ritorno inestimabile economicamente ma anche eticamente poichè considero un dovere occuparmi del mio territorio e delle mie piante.

considererei un costo sovvenzionare aziende esterne affinchè il loro business tiri in modo poi da averne una infinitesimale ricaduta economica.
dunque mi astengo da ciò.

considererei un costo pagare il pizzo al ricattatore.
dunque se avessi rischieste in tal senso mi asterrei.

considero un costo far arrivare da fuori quello che posso produrre io stesso.

considero un investimento puntare sulla qualità del lavoro e del prodotto e non sulla quantità.

considero un costo spendere in apparenza e vanità.

considero un investimento apprendere, formarmi.

considero un costo andare a elemosinare alle autorità varie.

considero un investimento lavorare in sicurezza anche se questo può allungare le ore di lavoro.

considero un costo questa politica.

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4 Commenti:

Alle 2 ottobre 2009 20:40 , Anonymous Anonimo ha detto...

Ok, niente male. Ora mettiti nei panni di un amministratore di una grande azienda che DEVE dimostrare ad ogni trimestrale una crescita continua. Molte delle voci investimento le vedresti solo come costo. Ecco perchè questa "cultura" ci ha portato sul lastrico. Si è smesso di investire sui lavoratori, sulle attrezzature e sulla sicurezza. Ovviamente generalizzo, ma la situazione è questa.
Continua così, penso che siamo in molti a pensarla come te.
Ale

 
Alle 3 ottobre 2009 11:51 , Blogger LL ha detto...

vero Ale, convengo sia un sistema suicida all'origine.
però...
però lo Stato ha a mio avviso il DOVERE di dare l'esempio; quanto avvenuto ieri a messina, l'altro ieri a l'aquila, l'altro ieri ancora a sarno e via discorrendo sono fatti verificatesi per le negligenze del nostro sistema pubblico.

mi rendo conto che trasferire questi concetti sulle spa sia più difficile ma ribadisco, lo Stato dà l'esempio sempre sia nel bene che nel male.

se lo Stato taglia scuola e ricerca non credo sia un buon segnale per aziende che dovrebbero investire in formazione.
se lo Stato permette stragi come quelle di cui sopra non credo sia un buon segnale per chi gestisce un cantiere.
se lo Stato condona ogni porcata non vedo come le aziende dovrebbero essere stimolate ad essere corrette.
se lo Stato fa figli e figliastri aiutando alcune grosse aziende e lasciando morire alcune pmi come possiamo poi noi non agire in modo forte con i deboli e deboli con i forti?

dunque primo dare l'esempio su tutta la linea.
poi relativamente alle aziende chessò si potrebbe vedere di premiare con detassazioni le società che investono in prevenzione, formazione (vera) su sicurezza vera (non quella burocratico-idiota-sindacale) e via discorrendo.

ps:
grazie per i tuoi costruttivi commenti

 
Alle 4 ottobre 2009 11:32 , Anonymous Anonimo ha detto...

Guarda, convengo in parte. Nel senso che lo Stato purtroppo siamo noi. Siamo noi a volere gli scudi fiscali od i condoni edilizi per poter essere liberi di farci gli affaracci nostri. Il nostro senso civico è molto vicino a quello delle realtà ex-comuniste con la differenza che noi avremmo dovuto avere 70 anni di vantaggio sulla pratica democratica. Anzi, nel confronto diretto a volte ci perdiamo.
Noi non vogliamo mai eseguire simulazioni di disastro perchè tutto sommato pensiamo che a noi non capiterà mai. Così riempiamo i torrenti di orti perchè tanto "l'alluvione mica viene ogni anno". Perchè tanto poi semmai si chiederà aiuto allo Stato.
Non prendertela con i nostri politici, sono soltanto il nostro specchio, ciò che ci meritiamo. Cresciamo i nostri figli con idee sane e rispettose. Noi ormai siamo una generazione perduta, loro, forse, no.

Grazie a te per i tuoi post sempre molto interessanti e mai banali e per darmi spazio.

Ale

 
Alle 5 ottobre 2009 12:10 , Blogger LL ha detto...

analisi perfetta.

qualcuno voterebbe mai un sindaco che dicesse "abbatterò le case abusive, gli orti abusivi ecc."?

io però onestamente credo ogni persona dovrebbe rispondere alla propria coscenza e nel caso di un politico al senso dello Stato. hanno delle responsabilità doppie insomma rispetto alle nostre, umane e politiche. hanno stipendi faraonici. io al loro posto non riuscirei ad anteporre l'interesse personale a quello della collettività. e non lo dico tanto per dire. esempio, non dò diserbanti nè insetticidi preventivi, potrei nessuno me lo vieterebbe ma mi sentirei una merda se lo facessi. preferisco guadagnare eventualmente qualcosa meno e lavorare di più che non ricorrre a sotterfugi che reputo immorali anche se legali.

 

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