venerdì 15 aprile 2011

Il bicchiere è vuoto



Si è da poco concluso Vinitaly e stando a quello che si è sentito il settore vitivinicolo godrebbe di buona/ottima salute. Potenza dei media che vogliono farci pensare quello che viene bene a loro. In realtà la situazione è pessima. Bastano un paio di dati:
- la superficie nazionale vitata nel giro di pochi anni ha perso 10/15mila ettari;
- e negli ultimi 30anni in Italia si è praticamente dimezzato il consumo procapite di vino.
Questo dice già tutto.

Aggiungiamoci pure che il mercato interno è sempre più in mano a un numero sempre più ristretto di aziende che vendono il prodotto a prezzi appena appena superiori al succo d'arancia (10-20centesimi il cartone).
Insomma si va di fatto verso un latifondismo industriale con margini in calo.

Ovviamente un paese che beve a tavola poco e male è un paese dove aumenta l'eccessivo consumo di alcolici a livello giovanile con nefaste conseguenze oggi nei week-end, e domani poi i fegati presentaranno il conto alla collettività.

Quello che importa alla politica pare essere uno zero virgola all'etilometro... si vendono per quattro multe mentre nel ristorante medio pochi si permettono una bottiglia da 10/30euro di cui poi possono berne un bicchiere solo onde evitare di lasciare alla stradale soldi e patente.

A grandi numeri stiamo in piedi grazie ad un aumento dell'export che però non riguarda tutti i vini, piuttosto premia i marchi del resto non venitemi a dire che un americano o un cinese può cogliere la differenza tra un vino e un'altro. Poche storie, conta l'etichetta e se hai un ristorante con carta dei vini certi li devi avere per forza, altri non sono necessari. Dipende tutto dalla fama, dal marketing. Non a caso la Sicilia, ormai prima regione italica del settore, si sta aggrappando al marchio dop per il suo vino trainante e a Verona ne è stato esposto il logo in sfarzosa pompa magna.
Insomma facile facile servire un servizietto per cui tutto va bene. Dipende chi vai ad intervistare. Un pò come se per conoscere lo stato di salute dell'auto in Italia si andasse a basarsi su quello che dicono in casa Ferrari.

A numeri reali stiamo in piedi grazie a:
- contributi comunitari;
- manodopera straniera;
- conduzioni familiari;
- finanza creativa (che sta arrivando anche qui leggasi valori di magazzino legalmente ok ma poi in pratica assolutamente irrealistici).

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4 Commenti:

Alle 20 aprile 2011 14:24 , Anonymous Anonimo ha detto...

Gran bel posto quello nella foto!
Roberto

 
Alle 20 aprile 2011 16:30 , Blogger marshall ha detto...

Bel post, fuori dal coro e fuori dallo strombazzamento dei tromboni.
Ovviamente poteva essere scritto solo da un addetto ai lavori.
E' il tuo quel vigneto?

 
Alle 21 aprile 2011 13:49 , Blogger LL ha detto...

no il vigneto in foto confina con uno mio. che poi per dirla tutta quel vigneto è stato estirpato per prendere i soldi e ripiantato nuovo sempre prendendo altro finanziamento....
e poi così facendo per 3anni non da' uva perciò se uno avesse la cantina piena pensa un pò che bel modo per raccattare qualche spicciolo....
;-)

 
Alle 4 maggio 2011 15:41 , Blogger marshall ha detto...

Una storia di...furbizie molto istruttiva, ovvero...l'arte di abbindolare lo Stato, e quindi gli altri, che siamo noi. Ma che mondo!!!
Ancora adesso, su Rai1 da Verona, mentre parlavano di asparagi bianchi han parlando bene di VinItaly. Mah!

 

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