mercoledì 7 aprile 2010

Petroldollari 2,6

2.6. La nascita della moneta unica europea.

Gia nel 1988 quando il Consiglio Europeo istituì un comitato presieduto dall'allora Presidente della Commissione Europea, Delors, con l'incarico di elaborare un progetto di UEM (Unione Monetaria Europea), ci si chiedeva se stati diversi per lingua, economia, tradizioni avrebbero potuto dar vita ad una moneta comune senza prima aver creato qualche forma di unificazione politica.
Gli stessi Stati Uniti inizialmente avevano un'opinione compiacente verso questo progetto, perché ritenevano di essere di fronte ad una nuova riproposizione del mercato unico che avevano appoggiato in funzione anti-sovietica, opinione che mantennero anche nel giugno del 1989, quando il Consiglio Europeo diede il via alle prime forme dell'UEM che avrebbe portato alla completa liberalizzazione dei capitali nella Comunità Europea.
La prima fase dell'UEM prevedeva infatti l'eliminazione delle restrizioni alla circolazione dei capitali tra i paesi membri, il rafforzamento della cooperazione tra le banche centrali e il libero utilizzo dell'ECU che il 1° gennaio del 1999 verrà sostituito dall'Euro.
A conforto dell'opinione statunitense, c'era il fatto che quando il 7 febbraio del 1992 fu firmato il trattato di Maastricht, si pensava che i criteri di stabilità adottati dalla Bundesbank per la Germania, non potevano essere rispettati, specialmente da Italia e Spagna, ma anche dalla stessa Francia. E quindi non ci sarebbe stato da temere da un'unione monetaria senza questi paesi.
Il 1° gennaio 1994 venne creato l'IME (Istituto Monetario Europeo) che aveva il compito di rafforzare il collegamento delle politiche monetarie tra le banche centrali europee, che rimanevano quindi di competenza dell'autorità nazionale, e preparare il terreno per la costituzione del SEBC (Sistema Europeo di Banche Centrali) per la conduzione di una politica monetaria unica e per l'introduzione di una moneta comune nella terza fase.
Il 1° gennaio del 1999 ebbe inizio la terza fase che prevedeva la fissazione irrevocabile dei tassi di cambio delle valute degli allora 11 Stati membri, la conduzione di una politica monetaria unica sotto la guida del SEBC e l'introduzione dell'euro.
Presi singolarmente gli 11 stati che hanno dato vita alla UEM hanno un impatto economico modesto, ma insieme raggiungono una popolazione di 300 milioni di abitanti contro i 270 milioni degli Stati Uniti e con un'economia sicuramente più produttiva.
L'euro non nasceva quindi solo per limitare il ruolo del dollaro, ma anche con lo scopo di costituirsi come un centro finanziario e porsi come moneta per le transazioni cercando di impossessarsi di quote di profitti tramite il potere finanziario. Quindi, non per limitare lo strapotere del dollaro ma possibilmente per cercare di sostituirlo con l'euro.
Il rapporto di cambio col dollaro ha soprattutto un valore strategico più che economico, l'euro è nato forte e si è rafforzato e questo è una parziale vittoria dei settori industriali e finanziari legati al mercato interno e quindi poco interessati ad un basso valore della moneta che incentivi la produzione rivolta all'estero.
E' sbagliato riferirsi al conflitto tra euro e dollaro, come ad un conflitto tra poli imperialisti con le rispettive sfere di influenza, sarebbe più corretto parlare di aree valutarie, che attraversano l'intero mercato mondiale. [Pala, 2001]

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1 Commenti:

Alle 7 maggio 2010 22:12 , Anonymous Loris ha detto...

sto seguento da novembre. complimenti a Mattia, ottimo lavoro.
stupisce soprattutto la linearità di pensiero.
potresti per favore intensificare un po' il ritmo delle pubblicazioni? non so quanti capitoli ci sono ancora, ma così facendo rischiamo di arrivare a natale :)
grazie molte.

 

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