giovedì 4 febbraio 2010

Nucleare: chi può decidere?

il governo contro le regioni che avevano posto il veto all'insediamento di nuovi siti nucleari. non è una decisione che spetta loro. (w il federalismo).
dunque le regioni non possono decidere.

i cittadini?
nemmeno quelli visto che già si pronunciarono con un referendum.

gli scienziati?
io ne approfitto per pubblicare un'intervista ad un esperto in materia: Vincenzo Balzani, Professore di Chimica dell'Università di Bologna e membro del Comitato Scientifico WWF

L’energia nucleare è in declino in tutto il mondo. I nostri governanti dovrebbero chiedersi perché, e se lo chiedessero agli scienziati imparerebbero che i motivi sono molteplici e talmente seri da sconsigliare assolutamente il ritorno dell’Italia al nucleare, proprio quando molte nazioni cercano di uscirne.
Vincenzo Balzani è Professore di Chimica dell'Università di Bologna e membro del Comitato Scientifico WWF. Prof. Balzani, lei con il suo “Energia per l’astronave Terra” (con Nicola Armaroli, Zanichelli) ha affrontato quelli che lei chiama “miti da sfatare”.

Qual’è secondo lei il principale punto debole per il ritorno del nucleare in Italia?
In realtà i punti deboli sono molti e sono collegati, a “miti” che vengono propagati senza che se ne faccia mai un esame critico e consapevole.
Il punto più debole è il mito che l’energia nucleare sia in forte sviluppo in tutto il mondo. Ma non è affatto vero.
Attualmente sono attivi 436 centrali nucleari, 5 in meno del 2003. Il parco impianti è molto datato e nei prossimi dieci anni le centrali che entreranno in funzione sono in numero molto minore di quelle che dovranno essere spente per ragioni di età. La quota nucleare di potenza elettrica installata in Europa è scesa dal 24% nel 1995 al 16% nel 2008. Nel 2000 la Germania, terza potenza economica mondiale, ha deciso di chiudere progressivamente le sue 19 centrali senza costruirne di nuove. Negli Stati Uniti non è affatto in vista un rilancio del nucleare. Nel suo discorso di insediamento il presidente Obama ha detto: “otterremo dal sole, dal vento e dalla Terra l’energia per far funzionare le nostre industrie e le nostre automobili”. La stessa Cina prevede di installare, entro il 2030, più potenza eolica che nucleare.
Con l’energia nucleare possiamo conseguire gli obiettivi di riduzione delle emissioni di gas serra richiesti per il 2020
Non è ragionevole risolvere un problema con un soluzione che apre altri e più gravi problemi. L’obiettivo della riduzione dei gas serra si può e si deve raggiungere, senza creare altri danni, con risparmio, efficienza energetica e progressivo sviluppo delle energie rinnovabili. Ad esempio, seguendo le indicazioni dettagliate esposte nel documento “Cambiamenti climatici, ambiente ed energia” presentato dal WWF nel marzo scorso.


Il nucleare è economicamente conveniente?
Si pensa che lo sia perché il problema non viene approfondito e non vengono considerati tutti i suoi aspetti.
La storia dell’energia nucleare dimostra che i costi iniziali delle centrali nucleari sono sempre stati molto sottostimati..
Nel giro di un anno il costo previsto per due reattori che Progress Energy vorrebbe costruire in Florida è triplicato, e la compagnia stessa avverte che non sarà il costo definivo. Per la centrale EPR costruita in Finlandia dalla francese Areva, la stessa che dovrebbe costruite le centrali in Italia, la stima iniziale è salita del 50% in seguito ai ritardi nell’avanzamento dei lavori e poiché sarà terminata non prima del 2012, anziché, come previsto, nel maggio 2009, è probabile che il costo aumenti ulteriormente. Per ciascuna delle 4 centrali EPR che la Areva dovrebbe costruire in Italia, si è partiti nel giugno 2008 con una stima fornita dall’ENEL di 3-3,5 miliardi di €, rivista a 4 miliardi nell’ottobre 2008 e ad “almeno” 4,5 miliardi nel luglio 2009. Ma il paggio è che la dismissione di un impianto nucleare, a causa dell’alta radioattività dei materiali da rimuovere, è un’operazione che richiede molto più tempo e molto più denaro rispetto ai tempi e ai costi delle fasi di costruzione e di operatività.


Qual è oggi il principale problema ambientale legato alla produzione di energia nucleare?
E’ quello riguardante la sistemazione delle scorie, che contengono diversi elementi radioattivi, come il plutonio-239, pericolosi per centinaia di migliaia di anni.
Finora non si è trovato, e forse mai si troverà, un modo per collocare in sicurezza le scorie altamente radioattive.
L’unico deposito permanente che era in costruzione, quello di Yucca Mountain nel Nevada, è stato abbandonato dopo aver speso invano circa 10 miliardi di dollari. Nessuno, infatti, è stato in grado di garantire che le scorie, una volta messe in questo deposito, sarebbero state al sicuro per tempi così lunghi. Nel frattempo, le scorie si accumulano in siti superficiali vicino alla centrali.
L’atomo sarebbe un passo verso l’indipendenza energetica del nostro Paese…Altro mito che va sfatato. Le quattro centrali previste nel piano del Governo produrranno solo il 14% dei consumi elettrici, corrispondenti ad un modesto 3,2% dei consumi finali di energia. Ridurre il consumo di energia elettrica del 14% è alla portata di qualsiasi piano di risparmio ed efficienza energetica, a costi infinitamente inferiori e senza i danni che porterà l’energia nucleare. A parte questo,
bisogna ricordare che le centrali nucleari usano come combustibile l’uranio, una risorsa che non è presente in Italia e neppure negli altri paesi europei.
Una risorsa limitata come il petrolio che in caso di forte sviluppo del nucleare sarebbe disponibile per un periodo di tempo persino più breve della vita media di una centrale che entri in funzione, come previsto per l’Italia, fra 10 anni.

(Lucio Biancatelli, intervista già pubblicata sul sito del WWF Italia)

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1 Commenti:

Alle 5 febbraio 2010 01:20 , Blogger Matteo ha detto...

Concordo con quanto scritto nell'articolo.

Segnalo anche il prezioso e obiettivo intervento di Pasquale Pistorio, ingegnere elettrotecnico, ex Vice Presidente di Confindustria, nella conferenza sul tema del nucleare che recentemente si e' tenuta a Padova:

http://onaocn-finanzaetica.blogspot.com/2010/02/nucleare-bonino-la-scelta-del-cdm-e-un.html
(il video della conferenza e' visibile piu' in basso nella colonna di sinistra)

 

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