mercoledì 27 gennaio 2010

Quando fate la spesa usate il cervello



ieri sera entro in un piccolo supermercato di alassio, non esattamente una cittadina povera... e zero immigrati. noto nello scaffale dell'olio una marca in "offerta speciale", olio di oliva a 2,75euro al litro e non ce ne è più neppure una bottiglia; è andato esaurito!

sono sbigottito!
proprio che non capisco... non vedo come si possa "risparmiare" sulla salute, sul mangiare bene tantopiù che una bottiglia d'olio dura ben più di un pasto...
cioè brutto coglione, una birra ti costa quei soldi lì!! e te la bevi in 10 minuti!!

tenete presente inoltre che al produttore costa circa 1euro al litro la semplice molitura (ossia il lavoro che fa il frantoio schiacciando le olive e separando l'olio da acqua, pasta di olive, e ossa).
considerate anche che per produrre 1litro di olio di oliva occorrono circa 4-5-6kg di frutto. e che una pianta per arrivare a produrre quella quota annuale deve avere qualche anno, non è insalata... ce lo mettiamo il costo della bottiglia con etichetta e tappo salvagoccia, diciamo 40 centesimi? li guadagno del venditore finale? di chi lo trasporta? il guadagno dello stato? insomma, quanto stracazzo vale quell'olio alla fonte???

insomma è veramente sconcertante sbattere contro queste realtà... a parte la bontà dell'olio vero (genericamente chiamato extra vergine), poche salse possono reggere al confronto ma poi ci sono le proprietà benefiche grazie alla presenza di sostanze antiossidanti, vitamine rare e alla proprietà di combattere il colesterolo cattivo; altamente digeribile aiuta anche l'intestino.

fate conto che in questa stessa zona se andate ad acquistare da un contadino qualsiasi (oh, poi per carità se trovate quello scemo e stronzo vi può inculare) perchè basta abbandonare l'aurelia, fare pochissimi km in direzione entroterra e fermarsi a chiedere in una qualsiasi casa l'olio vero lo trovate direttamente dal produttore ad un prezzo che oscilla generalmente diciamo tra gli 8 e i 10euro (parlo della liguria, il più caro in assoluto e giustamente perchè le cose buone è giusto pagarle).
tendenzialmente in area 8euro trovate olio di olive di reti, olive cadute cioè naturalmente per gravità dunque la qualità è certamente inferiore (e perciò 8euro in quel caso sono troppi) rispetto a quella data dalle olive raccolte fresche ma per soggetti che riescono a mandare giù quello a 2-3euro è fin troppo lusso...


ps: quest'anno qui è una stagione record, se avete da passare per la riviera l'indirizzo e-mail lo sapete (ll.rumorsrisparmio@tiscali.it) perciò fatevi vivi che vi faccio assaggiare un qualcosa che non avete mai provato. perchè ogni regione ha vini buoni e prodotti tipici ma l'olio, l'oro, che trovate qui non lo trovate da nessuna altra parte.

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7 Commenti:

Alle 28 gennaio 2010 16:24 , Blogger marshall ha detto...

Luca,
interessante e (per me) commovente (nel senso che mi fa venire le lacrime, quando si parla di natura, di Liguria, di olive, di quelle valli).
Dammi tempo e vedrai che scriverò della tua bella valle incontaminata. Per intanto, sul Giardino delle Esperidi ho scritto degli illuministi lombardi del '700.
Ciao, e complimenti per la foto, che hai scelto tra le tue migliori.

p.s. quel canto pugliese è storia vera?

 
Alle 28 gennaio 2010 16:43 , Blogger LL ha detto...

penso di poter immaginare cosa senti... talvolta vengo a milano e confrontandola con quella che hai raccontato tu... purtroppo anche qui il cemento avanza inesorabile, le oasi sono sempre più piccole e rare... speremmu ben.


la canzone inserita nell'altro post è di un giovane cantante, caparezza appunto, è un pezzo piuttosto famoso tra i giovani. io l'ho ascoltato qualche volta per radio e se non sbaglio al concertone del 1° maggio a roma.
dice, seppur in modo provocatorio, molte cose vere purtroppo...

 
Alle 28 gennaio 2010 19:19 , Blogger marshall ha detto...

Giusto in questi giorni han fatto vedere su Rai1 come sia facile sofisticare l'olio d'oliva...alla fine del traffico basta aggiungere un pò di clorofilla che da quella colorazione tipica dell'olio d'oliva, e, oplà, il gioco è fatto.
Quel giorno, in Puglia, maggior produttore nazionale d'olio extravergine d'oliva (ottimo, se puro), il nucleo antisofisticazioni aveva già messo le mani addosso a 800 mila bottiglie del genere che dici tu nel post. I responsabili sono stati, ovviamente, arrestati.
Sapessero cosa produce alla salute quella m.... ingurgitata! Come minimo, demenza senile precoce!
Ciao.

 
Alle 28 gennaio 2010 20:43 , Blogger alefederico ha detto...

Che valle è? di che zona sei? anche io sono... ero... Ligure

 
Alle 29 gennaio 2010 17:04 , Blogger LL ha detto...

è la mia valle :-)

per nomi e dettagli c'è la mail.

facciamo in modo che quelli della digos si guadagnino il pane... :-)

 
Alle 29 gennaio 2010 17:12 , Blogger LL ha detto...

marshall hai detto tutto.

purtroppo in italia abbiamo un problema di fondo:

troppo spesso vogliamo andare sul mercato globale e per farlo finisce che andiamo ad aumentare le quantità a discapito di qualità e salute.

i margini per i produttori sono troppo bassi e continuano a scendere dunque cercano disperatamente di aumentare la quota da immettere sul mercato e la tagliano. guarda, vale così per tutta l'agricoltura italiana, frutta verdura e derivati; carne, latte e derivati.

ci dedicherò un post quando avrò un briciolo di tempo. penso si dovrebbe imporre un prezzo minimo stabilito dalle autorità locali, regioni magari sui prodotti appunto locali. a quel punto devi per forza puntare sulla qualità perchè se mettiamo la liguria decide l'olio e.v. minimo a 8euro tu che produci merda ma che la vendi perchè la metti due, sei obbligato a portarlo a 8euro. a quel punto il consumatore per quanto imbecille e rincoglionito dalla pubblicità dovrebbe riuscire ugualmente a capire che tra i due a 8euro entrambi la differenza c'è. e grossa.
allora tu che produci merda sei obbligato o a chiudere o a produrre roba buona altrimenti sei fottuto.
capito cosa voglio dire?

discorso identico per tutti gli altri prodotti. in questo modo oltretutto metteremmo una barriera alla merda che arriva dall'estero, senza mettere i dazi che l'unione europea non vuole.

 
Alle 31 gennaio 2010 15:50 , Blogger alefederico ha detto...

Su questo non sono daccordo. Niente prezzi fissi e nessuna imposizione. Non servono. Serve educare le persone. La gente sceglie l'olio a 2€ perchè non sa valutare la differenza e quindi la valutazione viene basata sull'unica dato chiaro: il prezzo. Manca educazione alimentare, manca educazione culinaria. La cucina è il cuore di ogni famiglia. Ed infatti spesso riflette i comportamenti moderni: è vuota. Le persone compano in rosticceria. Lì che olio usano? Credo dobbiamo ripartire dal basso. Post come iltuo valgono mille imposizioni. Fanno riflettere, educano, insegnano.
Parlaci ancora, in futuro, del tuo lavoro e del tuo olio.
E della tua valle.

PS le digos di noi se ne sbatte.

 

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