sabato 31 gennaio 2009

Gare a perdere

dietro la scusa della libera concorrenza e libera circolazione in ambito ue è in atto una guerra tra poveri. tra lavoratori che si trovano di fronte ad un bivio:
- accettare stipendi inferiori
- perdere il lavoro a vantaggio di chi accetta una paga più bassa.

succede in italia dove soprattutto ragazzotti dell'est fanno le scarpe ai nostri operai (oggi, domani anche agli ingegneri statene certi), succede in inghilterra dove sono anche gli italiani a fottere gli inglesi.

la realtà è che a perdere è prima di tutto il dipendente del paese più ricco ma anche l'azienda e quindi l'imprenditoria locale, con conseguenti problemi che a cascata riguardano un'area vasta poichè crescendo la disoccupazione e/o abbassandosi gli stipendi dei lavoratori aborigeni calano i consumi e aumentano i delinquenti. sono numeri, non c'è un cazzo da fare.

a guadagnare (poco) sono le poche ditte che riescono a proporre un preventivo non troppo basso perchè non scordiamoci che in queste gare al ribasso alle volte si finisce per fare lavori che costano più di quanto rendono, pare assurdo ma succede più di quanto non possa sembrare.

in aggiunta si ha un flusso di denaro che và dai lavoratori alle loro famiglie site a migliaia di km, queste ne hanno un minimo giovamento verrebbe da dire ma è fittizio poichè intanto hanno il loro caro lontano e secondariamente quello che arriva basta giusto per consentire un sostentamento magro visto che qualcosa (generi di prima necessità) comunque viene consumato da chi sta lavorando all'estero.

il beneficio che può avere il consumatore finale da un calo del costo della materia finita
o il beneficio che può avere lo stato che offre l'appalto a una ditta estera
sparisce già a medio termine inghiottito dai costi sociali.
facendo riferimento ad aree del nostro paese di fatto oggi in mano straniera, enclave oserei dire, vi vengono in mente casi in cui il comprensorio ne ha beneficiato o viceversa ne ha risentito in maniera negativa?

insomma, per come la vedo io sono gare a perdere dove a rimetterci si è tutti quanti.
bisogna a mio avviso accettare il fatto che ogni paese della ue è diverso dall'altro, ci sono redditi diversi, tutele sindacali diverse, abitudini diverse e non si può pensare di fare un calderone unico.
ognuno ha i suoi tempi, ognuno ha la sua cultura; non giudico giusta o sbagliata, semplicemente diversa.
l'inghilterra non è la polonia e viceversa, l'italia non è la romania e viceversa!

avete fatto un europa dei soldi, degli interessi di pochi (che non sono le classi produttive ma quelle dirigenti) ma l'europa è, o per meglio dire sarebbe, dei popoli!

la svizzera tutto questo lo ha previsto, non mi pare stia peggio di altri, anzi (!) (e certi guru ne prevedevano una crisi totale); gli irlandesi lo hanno capito dopo come olandesi e francesi ma le loro democratiche espressioni di dissenso sono state soffocate e denigrate. ad altri non è stato concesso di esprimersi...


ps: e vedrete che bello quando entrerà anche la turchia.... LL

0 Commenti:

Posta un commento

Iscriviti a Commenti sul post [Atom]

Link a questo post:

Crea un link

<< Home page

Questo sito web denominato "RUMORSRISPARMIO" e' un "blog", ovvero per definizione un diario online. Il sito non è curato e redatto a scopo di lucro, ma piuttosto per semplice passione per gli argomenti trattati. Non vi è alcuna altra motivazione aldilà di questa passione personale e non vi è alcun interesse economico collegato neppure in via indiretta. In questo sito si possono leggere riflessioni e valutazioni sul mondo della Borsa e della finanza che derivano sempre e comunque da conoscenze e percezioni strettamente soggettive, parziali e discrezionali. Dunque assolutamente e costantemente soggette a possibili errori di interpretazione e valutazione. Pertanto, cio' che in questo sito si puo' leggere non puo' essere considerato e non intende peraltro in alcun modo rappresentare sollecitazione del pubblico risparmio o consulenza all'investimento. Quello che qui e' possibile leggere e' da ritenersi per definizione e in ogni caso sempre inadatto ad essere utilizzato per reali strategie di investimento. Di conseguenza, si sconsiglia chiunque nel modo piu' assoluto e categorico di agire in questo senso. Si precisa che questo sito internet non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicita'. Non puo' pertanto essere considerato un prodotto editoriale ai sensi della legge numero 62 del 7.03.2001.