martedì 16 dicembre 2008

RU486

siamo nel 2008... quasi 2009

* la donna italiana ha raggiunto una buona emancipazione, non è più sottomessa all'uomo-padrone come poteva essere anni fa.

* uomini e donne conoscono il sesso, forse, anzi certamente più a parole che nei fatti ma l'argomento non è più un tabù e per informarsi basta davvero poco, l'offerta è ricca dall'editoria a internet passando per la tv. senza contare tutti i centri sanitari e le associazioni varie sparse per il territorio.

* la conoscenza, la diffusione, la varietà dei contraccettivi è ampia e raggiunge tutte le fasce di reddito in tutta la penisola.

* se una coppia o comunque una donna ha cannato tutti questi bivii, ha ancora una possibilità, ricorrere alla "pillola del giorno dopo".

e allora non capisco la necessità di rendere l'interruzione di gravidanza, la soppressione di quello che per alcuni è vita, per altri ammasso di cellule, semplice come prendere la takipirina quando si ha l'influenza.
non vedo perchè si debba rendere la vita ulteriormente semplice, leggera a chi per distrazione e menefreghismo ha già buttato via una valanga di opportunità per non trovarsi in gravidanza.

io penso che chi sbaglia debba pagare, sempre e che non sia bene togliere dai guai chi nei guai si è volutamente cacciato a causa di numerose imperizie. non una, ribadisco, numerose imperizie.

volete/vuoi, sopprimere quella cosa cui avete/hai dato la vita per vostra esclusiva colpa/mancanza?
eravate troppo presi da tutto il resto per prendere in considerazione cosa stavate facendo?

beh, insomma, forse è bene che venga l'ora di riflettere un pochino...
troppo comodo arrivare fin lì ed avere un ulteriore chance per alleggerire le coscienze, per chiudere con leggerezza un percorso caratterizzato da leggerezze.
a quel punto meno peggio l'aborto con la speranza che tale doloroso atto porti ad una crescita, ad una maturità fino a quel momento del tutto inesistente.

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è lo stesso ragionamento che faccio per certe spa ora nei guai perchè, trovandosi in questi anni di fronte a numerosi bivii hanno finito sempre per prendere la strada sbagliata, quella evidentemente più comoda ma che alla lunga ha presentato un conto da pagare.

bene il conto è arrivato e non vedo perchè lo stato debba pagare al loro posto.

meno peggio un sano ridimensionamento o addirittura un fallimento perchè non possono sempre essere altri a pagare gli errori di alcuni che non vogliono crescere in modo equilibrato nè imparare a stare al mondo. LL

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