giovedì 5 aprile 2007

Amici bloggers c'è bisogno di voi
















cliccando sopra le foto potete ingrandire l'immagine, noterete:
- che gli inglesi non sono armati di nulla (nè aste, nè bottiglie, nè cinghie niente di niente)
- che gli inglesi non stanno reagendo in alcun modo, anzi a braccia aperte sembrano invitare la polizia alla calma
- quanti sono i manganelli branditi alla rovescia
- l'accanimento verso persone già a terra che ranicchiati cercano solo di subire meno danni possibile
- la testa aperta di un inglese
io è meglio che non faccia commenti.............................................. LL

7 Commenti:

Alle 5 aprile 2007 14:55 , Anonymous Anonimo ha detto...

ciao Luca
A genova c'è una squadra di calcio che si chiama Polis.
Il presidente di tale società è un consigliere regionale...un "giovane paladino" della sicurezza dei cittadini...non dico gli stipendi che girano in quella squadra...se ne sentono di certe...probabilmente quelli coi caschi blu erano tifosi della Polis...un po esagitati.
Insomma: a Catania di imbecilli se ne sono visti tanti contro le forze armate ed il povero Raciti ha pagato le conseguenze di una stupidità che a volte si vede anche nei comportamenti di chi ci deve tutelare da quella stessa stupidità.
Zener

 
Alle 5 aprile 2007 17:57 , Anonymous LL ha detto...

Achille Serra difende l'operato delle forze dell' ordine
(ANSA) - ROMA, 5 APR - "L'operato della polizia ieri sera a Roma e' stato a mio avviso corretto". Lo ha detto il prefetto di Roma, Achille Serra. "Se ci saranno elementi diversi - ha aggiunto Serra, rispondendo stamani alle domande di una troupe di giornalisti della Bbc - saro' io il primo a chiedere che vengano fatti accertamenti". Serra ha, infine, sottolineato che "allo stato non risulta ci siano stati feriti ad opera delle forze dell'ordine e questo e' un dato molto importante".

 
Alle 6 aprile 2007 02:08 , Anonymous fabio ha detto...

A roma c'è la celere piu infame d'italia, dai capi ai semplici poliziotti... ed è dal g8 di genava a un famoso roma-samp ad altri fatti ancora che ne combinano di tutti i colori senza essere puniti, redarguiti..
ogni casco dovrebbe avere un numero di segnalazione e se la legge è uguale per tutti SE UN ULTRAS O UN MANIFESTANTE PAGANO LA STESSA REGOLA DEVE VALERE PER LE FORZE DELL'ORDINE.. è ora che i due pesi e due misure vadano aboliti! vale per le forze dell'ordine come per le società calcistiche che hanno violato la legge in questi anni...
fabio.

 
Alle 7 aprile 2007 08:21 , Anonymous Anonimo ha detto...

ma è un sito di Ultras o di finanza?

 
Alle 8 aprile 2007 10:26 , Anonymous LL ha detto...

è un diario carissimo anonimo.

anke di fronte all'evidenza più palese ciò ke giunge a noi è una verità distorta, di parte, senza pudore nè vergogna xkè dietro ci sono degli interessi immensamenti più grandi e forti di qualunque etica, morale, di qualunque giustizia.

se non si capisce ke questo skifo è la regola, l'unica regola ke viene ovviamente applicata a qualunque forma di discussione (ivi compresissima la finanza) allora la finanza stessa possiamo infililarcela beatamente tutta sù per il buco del xxxx e mi sà ke nel tuo c'è tanto spazio.....

;-)

 
Alle 8 aprile 2007 15:11 , Anonymous platt ha detto...

David Platt: "L'Olimpico? Un orrore"

di Ilario Imparato articolo

"La polizia italiana crede che l'unico modo per far rispettare legge ed ordine sia inculcandole alla gente. In Inghilterra vieni arrestato o espulso per cattiva condotta. In Italia vieni picchiato". David Platt, vecchia conoscenza del calcio italiano, si scaglia contro le forze dell'ordine dopo gli incidenti dell'Olimpico. L'ex nazionale inglese, che ha giocato per quattro anni in Italia vestendo le maglie di Bari, Juventus e Sampdoria, afferma di aver temuto per la vita dei tifosi del Manchester United, protagonisti degli scontri con la polizia durante il match di Champions League con la Roma: "quanto e' successo e' atroce", dice Platt al Sun. "Ho guardato quelle immagini con orrore, ho seriamente temuto che qualcuno venisse ucciso per il modo in cui i tifosi venivano picchiati con i manganelli. Sembrava come se la polizia si stesse divertendo". "Se la polizia non avesse indossato l'uniforme sarebbe stata la stessa cosa di una battaglia fra due opposte tifoserie -prosegue Platt-. L'unica differenza e' che loro avevano i manganelli per picchiare la gente. Nelle persone in Italia c'e' un sentimento di totale disapprovazione per le forze dell'ordine, e' una carriera poco apprezzata. Difficilmente si assiste a scontri fra gruppi ultra', solo con la polizia. Nulla e' stato fatto per impedire ai tifosi di fare quello che fanno. La scintilla che ha fatto cominciare tutto sembra essere il comportamento della polizia".

 
Alle 8 aprile 2007 15:13 , Anonymous il giorno / l'espresso ha detto...

"Raciti investito dalla camionetta
Non fu ucciso da un ultrà"

Nuova ricostruzione sulla morte dell'agente durante gli scontri del derby Catania-Palermo, riportata da un settimanale: "Una camionetta della polizia in retromarcia. Un urto. Poi l'ispettore si accascia". E' l'ipotesi avanzata dalla difesa del 17enne accusato

Palermo, 5 aprile 2007 - Una camionetta della polizia in retromarcia. Un urto. Poi l'ispettore si accascia. Dal verbale di un agente forse una nuova verita' sulla tragedia di Catania. In un'anticipazione del numero de l'Espresso in edicola domani, nuova ricostruzione sulla morte dell'ispettore capo di polizia, Filippo Raciti, deceduto durante gli scontri del derby Catania-Palermo del 2 febbraio scorso.



"Il Discovery della polizia si muove in retromarcia per sfuggire all'inferno di pietre, fumo e bombe carta scatenato dagli ultras catanesi - scrive L'Espresso -. Poi, un botto improvviso sulla vettura. In quel momento l'ispettore Filippo Raciti si porta le mani alla testa e si accascia. Due colleghi lo adagiano nel sedile posteriore del fuoristrada; l'ispettore si lamenta dal dolore e non riesce a respirare.



Potrebbe essere in questo racconto, nel verbale redatto il 5 febbraio scorso alla squadra mobile di Catania, la soluzione del "caso Raciti", l'ispettore di polizia morto dopo gli scontri con i tifosi durante il derby Catania-Palermo del 2 febbraio. A raccontare e' l'autista del fuoristrada, l'agente scelto S. L., 46 anni. E' lui che ricostruisce dettagliatamente quella giornata di follia: dall'arrivo dei pullman con i tifosi del Palermo sino agli ultimi momenti di Raciti. Il passaggio piu' importante del verbale va collocato intorno alle 20,30. Piu' di un'ora dopo il presunto contatto con gli ultras di fronte al cancello della curva Nord e a partita appena conclusa, mentre fuori dallo stadio continua la guerriglia".



Rivela S.L.: "...In quel frangente sono stati lanciati alcuni fumogeni, uno dei quali e' caduto sotto la nostra autovettura sprigionando un fumo denso che in breve tempo ha invaso l'abitacolo... Raciti ci ha invitato a scendere dall'auto per farla areare. Il primo a scendere e' stato Raciti. Proprio in quel frangente ho sentito un'esplosione, e sceso anch'io dal mezzo ho chiuso gli sportelli lasciati aperti sia da Balsamo che dallo stesso Raciti ma non mi sono assolutamente avveduto dove loro si trovassero poiche' vi era troppo fumo. Quindi, allo scopo di evitare che l'autovettura potesse prendere fuoco, mentre era in corso un fitto lancio di oggetti e si udivano i boati delle esplosioni, chiudevo gli sportelli e, innescata la retromarcia, ho spostato il Discovery di qualche metro. In quel momento ho sentito una botta sull'autovettura e ho visto Raciti che si trovava alla mia sinistra insieme a Balsamo portarsi le mani alla testa. Ho fermato il mezzo e ho visto un paio di colleghi soccorrere Raciti ed evitare che cadesse per terra".



Raciti viene adagiato sul sedile e soccorso da un medico della polizia. L'ispettore muore per la manovra imprudente di un collega alla guida del Discovery? A ipotizzarlo, dopo avere letto il verbale, e' adesso la difesa dell'unico indagato, il minorenne Antonio S. arrestato pochi giorni dopo gli scontri, e accusato dell'omicidio.



Scrive il medico Giuseppe Caruso, nella consulenza di parte: le fratture delle quattro costole dell'ispettore e le sue lesioni al fegato sono compatibili, "con abbondante verosimiglianza, con il bordo dello sportello di un fuoristrada o dello spigolo posteriore di un identico autoveicolo". "Si potrebbe ribaltare dunque - scrive ancora L'Espresso - lo scenario proposto dalla polizia e dal pm della Procura presso il Tribunale per i minorenni, Angelo Busacca, che accusano il giovane di avere scagliato, con altri, un pezzo di lamiera contro un gruppo di agenti, tra cui Raciti, che tentavano di proteggere i tifosi del Palermo. Un gesto compiuto, come testimoniano le riprese video, tra le 19,04 e le 19,09. La partita giudiziaria ora si gioca sul terreno medico-legale.



A sostegno della nuova richiesta di scarcerazione per mancanza di indizi del minorenne gli avvocati Giuseppe Lipera e Grazia Coco hanno depositato la consulenza di Caruso che demolisce le considerazioni del medico-legale del pm, Giuseppe Ragazzi. "La frattura delle coste, a maggior ragione quando le coste fratturate sono diverse", scrive Caruso, "comporta dolori lancinanti e difficolta' respiratorie immediate e non consentono, a chiunque, lo svolgimento delle normali attivita' fisiche". Come ha fatto Raciti, dunque, si chiedono i difensori, a fronteggiare gli ultras catanesi, dalle 19,08 sino alle 20,20, con quattro costole fratturate e un'emorragia al fegato senza avvertire dolori?



"La risposta e' affidata a una nuova consulenza medico-legale collegiale, che gli avvocati hanno chiesto al gip Alessandra Chierego, con "esperti di chiara fama, non escludendo l'ipotesi di dovere chiedere la riesumazione del corpo dell'ispettore". Oltretutto Raciti, dopo le 19,08, ha continuato il suo lavoro senza problemi, come testimonia il suo collega Lazzaro: "Mentre eravamo in macchina non ho sentito Raciti lamentare dolori o malessere". "Dopo due mesi di indagini della polizia di Catania - conclude l'Espresso - ora il caso Raciti e' affidato ai carabinieri del Ris di Parma: i risultati della nuova perizia si conosceranno entro un paio di mesi.

 

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