lunedì 15 novembre 2010

Se io fossi tremonti... (cap. 2)

capitolo nuove entrate a costo zero per lo stato:

lavori socialmente utili per i carcerati in modo da trasformare i galeotti in forza lavoro ospitandoli nelle vecchie caserme sparse su tutto il territorio nazionale. fargli fare lavoretti tipo pulizia alvei di fiumi e torrenti, reimpianto boschi, muri di consolidamento frane e opere pubbliche varie. dunque basta arresti domiciliari e sconti di pena, i carcerati devono diventare una risorsa per la collettività e non un peso come oggi.

imposta sul ricorso in appello e in cassazione per chi si rivolge ad ulteriori gradi di giustizia e perde anche lì.

imposta sugli aborti. liberi di farlo d'accordo però non può costare alla collettività nemmeno un cent. (a meno che non si tratti di stupro). e anzi se restasse qualcosa si potrebbe impiegare nella prevenzione alle gravidanze indesiderate.

reintroduzione dell'ici ad esclusione di quello sulla prima casa.

per i redditi sopra il milione di euro imposta del 10% a patto di spendere in italia almeno 300mila euro annui.

tassa sulle delocalizzazioni, cioè chi delocalizza è obbligato a pagarsi tutto lo stipendio delle persone che lascia a casa.

lotta vera all'elusione fiscale che fa infinitamente più danni dell'evasione.

imposta di euro 100 al mese per chi possiede una pay-tv. (ci sarebbe anche una forte e positiva ricaduta su cinema, stadio e relativi indotti).

liberalizzazioni vere a cominciare dai trasporti e chiusura delle caste leggasi ordini professionali a cominciare da notai e giornalisti.

trasformare la spazzatura da problema a grande business del riciclaggio e dei termovalorizzatori con l'obiettivo già a breve termine di arrivare a chiudere le discariche.

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2 Commenti:

Alle 15 novembre 2010 22:36 , Anonymous Andrea ha detto...

1)Imposta sul ricorso in appello. Quanto se ne ricaverebbe? Dipende dall’ammontare dell’imposta. Se fosse troppo alta, sarebbe ingiusta. Solo il ricco potrebbe ricorrere in appello.
2)Imposta sugli aborti: mi sta anche bene, ma il ricavato lo impiegherei per la guarigione dei feti malati e per la ricerca che vada in questo senso. Un imposta alta graverebbe sui ceti più deboli, perché sono loro a rivolgersi all’aborto. Il ricco paga il ginecologo e risolve tutto.Il povero manco è informato.
3)Esclusione dell’ici sulla prima casa: già ora esclude solo la prima casa, a quanto ne so.
4)Per i redditi sopra il milione di euro imposta del 10% a patto di spendere in italia almeno 300mila euro annui: se uno che guadagna più di un milione l’anno spende almeno trecentomila euro l’anno deve pagare solo il 10% di irpef? Ho capito bene?Mi sembra assurdo.
5)Liberalizzazioni vere: non vedo dove possa essere l’introito per lo Stato.Nell’iva, forse…
6)Tassa sulle delocalizzazioni: se mettiamo una tassa, questi creano una società in altri paesi e chiudono qui. Non vedo come li si potrebbe colpire. A limite, spostano anche la residenza.
7)Lotta all’elusione: l’elusione ci sarà sempre, almeno finchè ci saranno delle leggi. Non siamo capaci di evitare l’evasione e vuoi che si eviti l’elusione?
8)Imposta di euro 100 al mese per chi possiede una pay-tv: mi trovi d’accordo, ma non vedo perché le pay-tv siano peggio dello stadio.Se ti fai un giro nei quartieri popolari, scopri che lì ci sono più paraboliche che nei quartieri ricchi. Il ricco non sta a casa a guardare la Juve.Ha altre occasioni di divertimento. In ogni caso, tasserei direttamente le pay.tv e non l’utente.Si farebbe prima e si avrebbero soldi certi.
9)Trasformare la spazzatura da problema a grande business: spiegami come.Non lo intuisco.Vorrei non pagare più la tarsu.Non voglio guadagnarci, ma ora pago circa quattro euro al metro quadro.

 
Alle 16 novembre 2010 14:49 , Blogger LL ha detto...

1- il processo va fatto una volta fatto bene. il resto è di più. comq la tua osservazione ci sta e personalmente non saprei quantificare la somma "giusta" in quanto non sono un tecnico.

2- ok per me va bene anche come dici tu.

3- le seconde case date in uso a familiari (e magari poi affittate in nero...) sono escluse dal pagamento ici e non sono d'accordo.

4- meglio prendere poco che non prendere nulla perchè i grossi col cazzo che pagano le tasse in italia, sono tutti domiciliati all'estero (rossi docet). e poi poco mica tanto, sono comq 100mila euro su un milione, somma che versano allo stato tanti e tanti dipendenti. magari si riuscisse ad attirare un pò di stranieri ricchi...
poi se ci metti l'obbligo di fare acquisti per 300mila euro rientri ancora di un bel pò tra indotto e iva. inoltre magari comprano casa, ci scappa giardiniere e personale.

5- belin se liberalizzi i trasporti tanto per dire ti farai pagare un affitto per la rotaia o la strada. (senza contare che l'idea è aumentare il traffico passeggeri sui mezzi con miglioramento dell'ambiente).

6- non ci siamo capiti. oggi la ditta "X" ha 100 dipendenti in italia, chiude per aprire in serbia e mette gli operai in cassaintegrazione. oggi la collettività deve contribuire a farla guadagnare! se li licenzia gli paga lo stipendio, tutto senza il contributo statale. se chiude tout-court pace. però non è più azienda italiana.

7- alcune leggi odierne favoriscono l'elusione e la fuga di capitali all'estero. poi si ci inventa il condono e li si fa rientrare. combnattere l'elusione si può e si deve solo che non combina ai capoccioni.

8- se tizio ha la possibilità di spendere 20euro al mese o più per guardare la paytv ne puà tirare fuori 100 per lo stato. oggi sono 6,5milioni gli abbonati. ottimo se tale iniziativa li decimasse. un pò di introito resterebbe comq e ci sarebbe ribadisco un ottimo indotto sia economico che sociale perchè la gente deve incontrarsi e comunicare non chiudersi in casa.

9- si obbliga i comuni a riciclare almeno il 50%, poi il 60% poi il 70% pena multe e commissariamenti. ci riescono ovunque nel mondo occidentale non vedo perchè da noi è impossibile. ho detto 70% non a caso perchè a san francisco negli usa hanno raggiunto quella quota. qui consideriamo virtuoso un comune che arriva al 33%!

grazie delle tue critiche che mi hanno dato la possibilità di ampliare meglio il discorso

 

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