martedì 21 febbraio 2012

Per me non gli conviene



A mio avviso accettare gli ordini della finanza europea/mondiale nel medio-lungo termine reca molti più danni al greco medio di un default immediato.

Trovo sia un prolungare l'agonia, strozzare ancor più l'economia locale per riuscire a malapena a pagare gli interessi sul debito.

Un pò come uno che per mantenere in piedi la sua ditta si rivolge agli strozzini di fatto lasciando inalterati i problemi industriali (o peggio tagliando dove non dovrebbe tagliare) e finendo per lavorare in modo da pagare gli interessi passivi. Meglio il crack.

Chiaro, non che sia una passeggiata un default, verrebbero fuori mesi veramente pesanti con rischi seri dal punto di vista sociale e democratico però si potrebbe vedere una luce.

Si potrebbe costruire un futuro.


Auspicabilmente arrivando ad un governo nazionale autodeterminato intanto potrebbero decidere se comprare o no armi avendo autonomia in politica estera, cosa fare dell'agricoltura e decidere la politica energetica e le strategie industriali.

E poi trovandosi una moneta debole, sacrificandosi un pò sul brevissimo giocandosi la carta di una sana autarchia sui consumi interni, potrebbero in seguito facilmente attrarre investimenti stranieri e soprattutto turisti. Quella deve essere la loro prima industria.

Andare avanti così, elemosinando prestiti atti a tirare a campare in cambio di una distruzione totale delle attività produttive del paese, ha il solo senso di non far perdere proprio tutto l'investito degli ultimi anni alla finanza mondiale.

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