venerdì 27 agosto 2010

FIA(n)Tasticando

steve (e non solo lui per dir la verità) si chiede:

che messaggio vuole dare la Fiat? Che l'azienda se ne frega delle sentenze? E' questo il messaggio? (...) ora davvero a cosa serve tutto questo "machismo"? Non si rende conto il buon Marchionne che questo atteggiamento rischia solo di trasformarsi in un clamoroso boomerang? Non si rende conto che così facendo rischia solo di fare dei tre operai una sorta di nuovi "martiri" e di dare una immagine "brutale" della Fiat? Non si rende conto che così fa solo il gioco di quei sindacati che vorrebbe combattere?

allora, ragioniamo per assurdo:
facciamo finta che fiat punti molto su una certa immagine per fare breccia nel cuore degli italiani (che non vivono solo in italia...).
che voglia far pensare che l'azienda è una risorsa per l'italia.
che chi compra fiat fa del bene alla nazione.
che però produrre in italia costa molto di più che non farlo in turchia, polonia, serbia, iran o brasile.
che però gli aiutini dallo stato italiano se li prenderebbe volentieri.

dunque bisogna che non sia fiat a lasciare l'italia
bensì
che fiat sia "obbligata" a lasciare il paese, causa "quelle teste di cazzo di operai e sindacalisti e leggi comuniste".

facciamo finta che il nuovo contratto maldigerito da tutto il mondo operaio compresi quelli che sentitesi presi per il collo lo hanno votato,
e questo comportamento verso i tre operai portino a scioperi, manifestazioni e magari qualche atto di violenza contro l'azienda (deprecabile sia chiaro).

a quel punto che succederebbe?


ps: ribadisco, è proprio un ragionamento delirante, certamente è impossibile che qualcuno voglia quel tipo di scenario. certamente a nessuno gioverebbe un conflitto sociale. un pò come per gli stadi... chi di competenza fa di tutto affinchè le cose si aggiustino... il problema è che ci sono teste di cazzo... che pretendono cose che chiamano "diritti costituzionali"... impossibile ragionare con loro.

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1 Commenti:

Alle 27 agosto 2010 20:23 , Anonymous Anonimo ha detto...

le parole del "sindacalista" a Marchionne: venga a vedere la realtà di Melfi. "Meglio di no" gli avranno ddetto i colleghi sindacalisti! Lavoro in una fabbrica del gruppo FIAT, il sindacato farebbe meglio a far silenzio e vergognarsi, l'unico diritto che esiste e quello del loro far nulla quotidiano e dei loro amici. Altro che diritti dei lavoratori!

 

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