mercoledì 26 marzo 2008

Balle spaziali

di questi tempi tornano in scena le comiche. ragazzi, o li prendiamo ridendo (di loro stessi) oppure ci facciamo del gran nervoso in quanto presi per il culo. ovviamente mi riferisco alla campagna elettorale ed alle solite promesse destituite del benchè minimo fondamento.

ieri sera al tg5 ho sentito la sparata che a mio avviso merita il primo posto, almeno per ora.
no, non si parla di pensioni, alitalia, precari, salari ecc., si parla del debito delle famiglie presso le banche. ecco, qualcuno (se eletto premier) si batterà affinchè appunto i debiti siano cancellati per legge. fantistico!!!! ci pensate? ci sbatterebbero fuori dall'unione europea e dall'euro a calci, avremmo qualche crak finanziario, magari anche di qualche ditta soprattutto edile e di qualche centro commerciale no? un conseguente aumento dei disoccupati, risparmi in fumo, inflazione galoppante che questa odierna ci fa una pippa e poi un grande grande esempio verso i cittadini (già messi bene di loro..).
pensare che conosco due che lo voteranno... quando li vedo voglio sapere cosa ne pensano.. :-) LL

3 Commenti:

Alle 26 marzo 2008 16.47 , Blogger marshall ha detto...

Non l'ho sentita.
Chi l'ha detta?

 
Alle 26 marzo 2008 16.53 , Anonymous Anonimo ha detto...

è da premio bamba? ;-)

ferrando, partito comunista dei lavoratori

 
Alle 29 marzo 2008 11.50 , Anonymous Anonimo ha detto...

L'ho sentito l'altra sera a Rai3 assieme ad altri due esagitati. Hanno fatto un bel tris.
Marshall

 

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Questo sito sulla base di esperienze personalmente maturate sconsiglia di investire soldi in Borsa. Soprattutto nel caso di un piccolo investitore, poichè, anche se bravino nell'operare, il risultato finale sarà comunque un guadagno estremamente limitato e probabilmente inferiore al reddito dato da una banca o dallo Stato italiano. Di seguito un esempio pratico. Con un investimento di 5mila euro e relativa chiusura della posizione in guadagno per 100 euro si ha che 12,5 euro vanno allo Stato come tassa sul capital gain e 10 euro vanno come commissioni alla banca, che sugli stessi 10 euro pagherà ulteriormente bolli e tasse. Immaginiamo poi che il risparmiatore investa su un altro titolo e, applicando lo stop loss con disciplina, chiuda la posizione con 50 euro di perdita, a cui vanno aggiunti i soliti 10 euro di commissioni. Il risultato complessivo in questo esempio è che dopo le due operazioni (e faccio notare che una situazione del genere, cioè con guadagno doppio rispetto alla perdita, è già cosa difficile che riesce a chi è piuttosto bravo) allo Stato vanno 12,5 euro oltre i bolli e anche una percentuale sull'utile che fa la banca, mentre alla banca stessa vanno 20 euro da cui detrarrà le tasse e al risparmiatore restano 17,5 euro che ancora non sono netti in quanto bisogna prevedere le spese di tenuta conto. Fatti questi conti, conviene fare trading? Conviene sbattersi, informarsi e stressarsi per poi portare a casa a fine mese (se va bene, visto che oltre il 90% dei trader lavora in perdita) pochi spiccioli? Conviene o di fatto si finisce per fare solo la fortuna delle banche e dello Stato? E, ancora, per finire, questo Stato e questo sistema economico si meritano questi soldi? La mia risposta è NO! LL Questo sito web denominato "RUMORSRISPARMIO" e' un "blog", ovvero per definizione un diario online. Il sito non è curato e redatto a scopo di lucro, ma piuttosto per semplice passione per gli argomenti trattati. Non vi è alcuna altra motivazione aldilà di questa passione personale e non vi è alcun interesse economico collegato neppure in via indiretta. In questo sito si possono leggere riflessioni e valutazioni sul mondo della Borsa e della finanza che derivano sempre e comunque da conoscenze e percezioni strettamente soggettive, parziali e discrezionali. Dunque assolutamente e costantemente soggette a possibili errori di interpretazione e valutazione. Pertanto, cio' che in questo sito si puo' leggere non puo' essere considerato e non intende peraltro in alcun modo rappresentare sollecitazione del pubblico risparmio o consulenza all'investimento. Quello che qui e' possibile leggere e' da ritenersi per definizione e in ogni caso sempre inadatto ad essere utilizzato per reali strategie di investimento. Di conseguenza, si sconsiglia chiunque nel modo piu' assoluto e categorico di agire in questo senso. Si precisa che questo sito internet non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicita'. Non puo' pertanto essere considerato un prodotto editoriale ai sensi della legge numero 62 del 7.03.2001.