mercoledì 19 marzo 2008

Commento di chiusura

piazza affari va a chiudere appesantita soprattutto a causa di telecom (visto il peso specifico) anche se la maglia nera spetta a seat pagine gialle oggi colata a picco. inutile stare ad allegare i grafici, sono titoli sui minimi storici c'è poco da vedere... una buona regola dell'analisi tecnica è: mai farsi trovare rialzisti su un titolo che aggiorna i minimi storici in quanto è un pò come cadere senza paracadute nel buio, difficilmente il terreno solido e soffice è lì vicino, statisticamente è molto più probabile esso sia molto lontano e da ciò ne consegue uno sfracellamento; insomma i due titoli in questione si comportano secondo il manule.

oggi sfugge al crollo alitalia ma aveva già dato i giorni scorsi... il titolo resta caldo, tre le ipotesi:
si fa come dice air france; si fa fallimento; si fa l'ennesimo pasticcio all'italiana ma dubito che a bruexelles stavolta possano accettarlo e comunque neppure questo mi porterebbe a pensare ad un rialzo delle quotazioni del titolo.
i nostri uomini potenti a tutti i livelli, dai politici ai sindacati agli imprenditori non hanno fatto nulla (per non dire di peggio...), affinchè la compagnia di bandiera arrivasse sull'orlo del fallimento. è chiaro che a sto punto il compratore fa quello che vuole, e vista la situazione diciamocelo, fa anche quello che può... se penso a quanti euro brucia ogni minuto che passa alitalia ci vuole pure del coraggio a comprarla... LL

1 Commenti:

Alle 19 marzo 2008 18.04 , Blogger Zener1992 ha detto...

E' vero: brucia cassa e genera perdite per 41.543 euro l'ora (il dato è delle perdite prima delle imposte a dicembre...poi ci sarebbe da aggiungere ancora un po di IRAP...).
MA i nostri politici con fare inebetito utilizzano impropriamente ed imperterrito la parola "svendere".
Ieri è toccato a Maroni usare tale verbo.
Forse non guardano i bilanci della compagnia: anche una gallina deficiente capirebbe che qui le cose vanno a carte e 48.

 

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Questo sito sulla base di esperienze personalmente maturate sconsiglia di investire soldi in Borsa. Soprattutto nel caso di un piccolo investitore, poichè, anche se bravino nell'operare, il risultato finale sarà comunque un guadagno estremamente limitato e probabilmente inferiore al reddito dato da una banca o dallo Stato italiano. Di seguito un esempio pratico. Con un investimento di 5mila euro e relativa chiusura della posizione in guadagno per 100 euro si ha che 12,5 euro vanno allo Stato come tassa sul capital gain e 10 euro vanno come commissioni alla banca, che sugli stessi 10 euro pagherà ulteriormente bolli e tasse. Immaginiamo poi che il risparmiatore investa su un altro titolo e, applicando lo stop loss con disciplina, chiuda la posizione con 50 euro di perdita, a cui vanno aggiunti i soliti 10 euro di commissioni. Il risultato complessivo in questo esempio è che dopo le due operazioni (e faccio notare che una situazione del genere, cioè con guadagno doppio rispetto alla perdita, è già cosa difficile che riesce a chi è piuttosto bravo) allo Stato vanno 12,5 euro oltre i bolli e anche una percentuale sull'utile che fa la banca, mentre alla banca stessa vanno 20 euro da cui detrarrà le tasse e al risparmiatore restano 17,5 euro che ancora non sono netti in quanto bisogna prevedere le spese di tenuta conto. Fatti questi conti, conviene fare trading? Conviene sbattersi, informarsi e stressarsi per poi portare a casa a fine mese (se va bene, visto che oltre il 90% dei trader lavora in perdita) pochi spiccioli? Conviene o di fatto si finisce per fare solo la fortuna delle banche e dello Stato? E, ancora, per finire, questo Stato e questo sistema economico si meritano questi soldi? La mia risposta è NO! LL Questo sito web denominato "RUMORSRISPARMIO" e' un "blog", ovvero per definizione un diario online. Il sito non è curato e redatto a scopo di lucro, ma piuttosto per semplice passione per gli argomenti trattati. Non vi è alcuna altra motivazione aldilà di questa passione personale e non vi è alcun interesse economico collegato neppure in via indiretta. In questo sito si possono leggere riflessioni e valutazioni sul mondo della Borsa e della finanza che derivano sempre e comunque da conoscenze e percezioni strettamente soggettive, parziali e discrezionali. Dunque assolutamente e costantemente soggette a possibili errori di interpretazione e valutazione. Pertanto, cio' che in questo sito si puo' leggere non puo' essere considerato e non intende peraltro in alcun modo rappresentare sollecitazione del pubblico risparmio o consulenza all'investimento. Quello che qui e' possibile leggere e' da ritenersi per definizione e in ogni caso sempre inadatto ad essere utilizzato per reali strategie di investimento. Di conseguenza, si sconsiglia chiunque nel modo piu' assoluto e categorico di agire in questo senso. Si precisa che questo sito internet non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicita'. Non puo' pertanto essere considerato un prodotto editoriale ai sensi della legge numero 62 del 7.03.2001.