martedì 18 marzo 2008

Serbi, imparate dalle superpotenze!

serbi,
voi che vorreste mantenere il kosovo avete una cosa sola da fare: seguire gli esempi saggi, pacifici e lungimiranti forniti dalle principali superpotenze politico-economiche mondiali. se voi agirete così chi potrà mai venire a contestarvi? e soprattutto come potrebbero contestarvi?
come gli stati uniti con i pellerossa
come la russia con i ceceni
come israele con i palestinesi
come la cina con i tibetani
et voilà, la comunità internazionale siccome è fatta di gente seria e coerente, gente che è mossa solo ed esclusivamente da ideali di pace e amore che antepone sempre alle sirene del dio business, non potrà che essere con voi. LL


ps: albanesi & kosovari non ce l'ho con voi, mi pare chiaro ma lo puntualizzo onde evitare fraintendimenti, faccio semplicemente il verso a quegli stati a cui tutto è consentito. di certo c'è da augurarsi che i serbi non si comportino come le canaglie sopra citate!

2 Commenti:

Alle 19 marzo 2008 15.13 , Anonymous Anonimo ha detto...

non sei molto chiaro.
Mi sembri grillo quando parla di condannati e mette sullo stesso piano chi ha rubato con chi ha fatto resistenza per le sue idee è come se qualche cinese dicesse che certi tibetani sono colpevoli perchè hanno subito una condanna dagli stessi tribunali cinesi.

 
Alle 19 marzo 2008 16.34 , Anonymous Anonimo ha detto...

scusa, siccome io non capisco te, mi spieghi cosa ti fa dire:
"non sei molto chiaro"?
su cosa non sono chiaro?
grazie. LL

 

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Questo sito sulla base di esperienze personalmente maturate sconsiglia di investire soldi in Borsa. Soprattutto nel caso di un piccolo investitore, poichè, anche se bravino nell'operare, il risultato finale sarà comunque un guadagno estremamente limitato e probabilmente inferiore al reddito dato da una banca o dallo Stato italiano. Di seguito un esempio pratico. Con un investimento di 5mila euro e relativa chiusura della posizione in guadagno per 100 euro si ha che 12,5 euro vanno allo Stato come tassa sul capital gain e 10 euro vanno come commissioni alla banca, che sugli stessi 10 euro pagherà ulteriormente bolli e tasse. Immaginiamo poi che il risparmiatore investa su un altro titolo e, applicando lo stop loss con disciplina, chiuda la posizione con 50 euro di perdita, a cui vanno aggiunti i soliti 10 euro di commissioni. Il risultato complessivo in questo esempio è che dopo le due operazioni (e faccio notare che una situazione del genere, cioè con guadagno doppio rispetto alla perdita, è già cosa difficile che riesce a chi è piuttosto bravo) allo Stato vanno 12,5 euro oltre i bolli e anche una percentuale sull'utile che fa la banca, mentre alla banca stessa vanno 20 euro da cui detrarrà le tasse e al risparmiatore restano 17,5 euro che ancora non sono netti in quanto bisogna prevedere le spese di tenuta conto. Fatti questi conti, conviene fare trading? Conviene sbattersi, informarsi e stressarsi per poi portare a casa a fine mese (se va bene, visto che oltre il 90% dei trader lavora in perdita) pochi spiccioli? Conviene o di fatto si finisce per fare solo la fortuna delle banche e dello Stato? E, ancora, per finire, questo Stato e questo sistema economico si meritano questi soldi? La mia risposta è NO! LL Questo sito web denominato "RUMORSRISPARMIO" e' un "blog", ovvero per definizione un diario online. Il sito non è curato e redatto a scopo di lucro, ma piuttosto per semplice passione per gli argomenti trattati. Non vi è alcuna altra motivazione aldilà di questa passione personale e non vi è alcun interesse economico collegato neppure in via indiretta. In questo sito si possono leggere riflessioni e valutazioni sul mondo della Borsa e della finanza che derivano sempre e comunque da conoscenze e percezioni strettamente soggettive, parziali e discrezionali. Dunque assolutamente e costantemente soggette a possibili errori di interpretazione e valutazione. Pertanto, cio' che in questo sito si puo' leggere non puo' essere considerato e non intende peraltro in alcun modo rappresentare sollecitazione del pubblico risparmio o consulenza all'investimento. Quello che qui e' possibile leggere e' da ritenersi per definizione e in ogni caso sempre inadatto ad essere utilizzato per reali strategie di investimento. Di conseguenza, si sconsiglia chiunque nel modo piu' assoluto e categorico di agire in questo senso. Si precisa che questo sito internet non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicita'. Non puo' pertanto essere considerato un prodotto editoriale ai sensi della legge numero 62 del 7.03.2001.