venerdì 29 dicembre 2006

Riforma delle pensioni

la mia idea per riformare il nostro sistema pensionistico è la seguente:
età minima per andare in pensione se sei libero professionista, artigiano, commerciante, imprenditore (per farla breve titolare di partita iva), 80anni;
età minima per andare in pensione se sei dipendente di azienda privata 60anni;
età minima per andare in pensione se sei dipendente pubblico 40anni;
ecco secondo me così ci siamo perchè è importante fare lavorare per più anni chi nella realtà non lavora, viceversa bisogna riconoscere ai dipendenti del pubblico impiego l'immenso sforzo che fanno quotidianamente. la fatica, il grado di usura che ha lavorare sotto lo stato dove pensate che addirittura bisogna riuscire a far venire notte magari facendo niente. è durissima. e poi chessò, ci sono uffici in cui il lavoro che dovrebbe fare un'individuo viene svolto in 3 o 4, insomma c'è anche da tenere conto il sovraffollamento. e pensate poi ai professori che poverini hanno tutta l'estate in cui vengono lasciati da soli, abbandonati come cani e per passare il tempo sono perciò costretti a dare ripetizioni (in nero) ai loro alunni. insomma, è ora di fare una seria riforma previdenziale sul modello democristiano-socialista: 15anni 6mesi e un giorno di contributi bastano e avanzano.
sì, per fare definitivamente affondare il paese... ;-)
il dramma è che c'è chi davvero ste idee le porta avanti... e ulteriore dramma è che chi porta avanti queste idee non solo siede in parlmento ma sostiene in modo decisivo l'attuale governo (se non addirittura siede in cdm....). LL

7 Commenti:

Alle 29 dicembre 2006 19:41 , Anonymous Anonimo ha detto...

Il dramma è che chi parla di pensioni altrui, cioè i politici di turno, non capiscono niente di ciò che succede nell'humus sociale.
Ma tanto a loro per andare in pensione (d'oro) bastano 35 mesi -non anni - di legislatura.

Il nostro eccelso presidente della Repubblica prende non so quante pensioni e stipendi.
Il nostro ex presidente, sig. Ciappi, non ne parliamo...
Zener

 
Alle 29 dicembre 2006 20:34 , Anonymous Anonimo ha detto...

che tristezza che viene quando si sbeffeggiano certe categorie e non altre....
dovresti farti da solo una carta di identità, dovresti non essere curato da un medico, accudito da da un infermiere...dovresti vedere chi rischia (forze dell ordine) la vita per 1000 euro, chi fa quadrare i conti di un amministrazione comunale, chi si occupa del sociale e aiuta centinaia di persone..
visto che fai l'individualista fallo fino in fondo e non deridere chi non conosci..

 
Alle 30 dicembre 2006 18:33 , Anonymous marco s. ha detto...

mi sembra piuttosto bassa l'età pensionabile per gli autonomi...

comunque, battute a parte, e per rispondere al post qui sopra, è verò che nel "pubblico" c'è chi si guadagna i soldi che prende ma IL PUNTO NON E' QUESTO, bensì il fatto che nel suddetto "pubblico" (statale, regionale, provinciale, comunale, ecc. ecc.) ci sono ormai TROPPE RENDITE, ovvero troppi prelievi di ricchezza mascherati da stipendi/indennità varie/pensioni... e - tendenzialmente - questo mi sembra tanto più diffuso quanto più si sale nella scala gerarchica...
il dramma è che, mentre 10 o 20 anni fa tutto questo era in qualche modo ancora sopportabile, oggi per ragioni diverse (concorrenza internazionale in primis!!!) il sistema sta mostrando la corda e, con la classe politica che abbiamo (destra+sinistra, una faccia-una razza) non si vede una via di uscita... o meglio, non si vede come poter uscirne in maniera dolorosa ma ordinata...

 
Alle 31 dicembre 2006 10:13 , Blogger duca ha detto...

Ciao Luca, volevo farti i complimenti per il nuovo look, ora il sito è più leggibile nei colori e nel formato. Nei prossimi giorni aggiornerò i miei link e ovviamente, ti inserirò.
Colgo l'occasione per farti gli auguri di Buon Anno.

 
Alle 3 aprile 2008 10:04 , Anonymous Anonimo ha detto...

Pensioni, ultimo atto

Ci risiamo.
Come sempre previsto da Fottilitalia si rparla di innalzare le pensioni “basse” cioè quelle di coloro che non hanno pagato i contributi. In massima parte MERIDIONALI e IMMIGRATI questi ricongiunti SOLO per fare loro ottenere una pensione assistenziale (e cure sanitarie gratuite).
Si compie un’altra, l’ennesima, profezia di Fottilitalia, ossia, che in nome della “solidarietà”, l’ammontare della pensione sarebbe stato INDIPENDENTE dai contributi effettivamente versati. Contrariamente a guasto sempre affermato dai sindacati aguzzini i quali, in Padania, sempre minacciarono i lavoratori di non fare ottenere loro la pensione se non avessero pagato i contributi fino all’ultima lira.
Un’altra pietra miliare del RAZZISMO di Roma capitale contro i padani per salvare l’unità “nazionale”.
Poichè la spesa previdenziale deve essere ridotta, state ben tranquilli che per finanziare l’innalzamento delle pensioni “basse” non taglieranno agli iperassenteisti dipendenti del comune di Roma, non alle faraoniche pensioni di inconcludenti commissari “ad acta” o di magistrati razzisti ma diminuiranno il misero assegno dei LAVORATORI DEL SETTORE PRIVATO IN REGOLA che stanno per il 90% a Nord di Firenze. Nel ’95 con la spregevole riforma Dini le pensioni di invalidità furono accollate all’Inps cosicché, da allora, i contributi previdenziali dei privati si foraggiano l’assistenzialismo.
E al danno si aggiungerà la beffa: dato il minore costo della vita nelle regioni meridionali una pensione si 500 euro nel Mezzogiorno ha forse più potere d’acquisto di una di 700 euro erogata a Nord. Se dovessero parificare gli assegni il “terrone” con 700 euro mensili risulterebbe ben più abbiente di un operaio della Thyssen andato in pensione dopo 40 anni di lavoro e rischio e centinaia di migliaia di euro versati alla ROMANA Inps.
Voi NON date soldi ad essa poiché il razzismo GENETICO di certi meridionali e il razzismo IDEOLOGICO dei comunisti statali fankazzisti PREVARRANNO SEMPRE.

Canna-Power Team

Messaggio n°242 del 29/03/2008

www.fottilitalia.com
il sito anti-italiano per eccellenza

PODCAST: http://www.fottilitalia.com/ABpodcasting.rss

 
Alle 3 aprile 2008 10:04 , Anonymous Anonimo ha detto...

Pensioni, ultimo atto

Ci risiamo.
Come sempre previsto da Fottilitalia si rparla di innalzare le pensioni “basse” cioè quelle di coloro che non hanno pagato i contributi. In massima parte MERIDIONALI e IMMIGRATI questi ricongiunti SOLO per fare loro ottenere una pensione assistenziale (e cure sanitarie gratuite).
Si compie un’altra, l’ennesima, profezia di Fottilitalia, ossia, che in nome della “solidarietà”, l’ammontare della pensione sarebbe stato INDIPENDENTE dai contributi effettivamente versati. Contrariamente a guasto sempre affermato dai sindacati aguzzini i quali, in Padania, sempre minacciarono i lavoratori di non fare ottenere loro la pensione se non avessero pagato i contributi fino all’ultima lira.
Un’altra pietra miliare del RAZZISMO di Roma capitale contro i padani per salvare l’unità “nazionale”.
Poichè la spesa previdenziale deve essere ridotta, state ben tranquilli che per finanziare l’innalzamento delle pensioni “basse” non taglieranno agli iperassenteisti dipendenti del comune di Roma, non alle faraoniche pensioni di inconcludenti commissari “ad acta” o di magistrati razzisti ma diminuiranno il misero assegno dei LAVORATORI DEL SETTORE PRIVATO IN REGOLA che stanno per il 90% a Nord di Firenze. Nel ’95 con la spregevole riforma Dini le pensioni di invalidità furono accollate all’Inps cosicché, da allora, i contributi previdenziali dei privati si foraggiano l’assistenzialismo.
E al danno si aggiungerà la beffa: dato il minore costo della vita nelle regioni meridionali una pensione si 500 euro nel Mezzogiorno ha forse più potere d’acquisto di una di 700 euro erogata a Nord. Se dovessero parificare gli assegni il “terrone” con 700 euro mensili risulterebbe ben più abbiente di un operaio della Thyssen andato in pensione dopo 40 anni di lavoro e rischio e centinaia di migliaia di euro versati alla ROMANA Inps.
Voi NON date soldi ad essa poiché il razzismo GENETICO di certi meridionali e il razzismo IDEOLOGICO dei comunisti statali fankazzisti PREVARRANNO SEMPRE.

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Alle 3 aprile 2008 10:11 , Anonymous Anonimo ha detto...

Pensioni, ultimo atto

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Come sempre previsto da Fottilitalia si rparla di innalzare le pensioni “basse” cioè quelle di coloro che non hanno pagato i contributi. In massima parte MERIDIONALI e IMMIGRATI questi ricongiunti SOLO per fare loro ottenere una pensione assistenziale (e cure sanitarie gratuite).
Si compie un’altra, l’ennesima, profezia di Fottilitalia, ossia, che in nome della “solidarietà”, l’ammontare della pensione sarebbe stato INDIPENDENTE dai contributi effettivamente versati. Contrariamente a guasto sempre affermato dai sindacati aguzzini i quali, in Padania, sempre minacciarono i lavoratori di non fare ottenere loro la pensione se non avessero pagato i contributi fino all’ultima lira.
Un’altra pietra miliare del RAZZISMO di Roma capitale contro i padani per salvare l’unità “nazionale”.
Poichè la spesa previdenziale deve essere ridotta, state ben tranquilli che per finanziare l’innalzamento delle pensioni “basse” non taglieranno agli iperassenteisti dipendenti del comune di Roma, non alle faraoniche pensioni di inconcludenti commissari “ad acta” o di magistrati razzisti ma diminuiranno il misero assegno dei LAVORATORI DEL SETTORE PRIVATO IN REGOLA che stanno per il 90% a Nord di Firenze. Nel ’95 con la spregevole riforma Dini le pensioni di invalidità furono accollate all’Inps cosicché, da allora, i contributi previdenziali dei privati si foraggiano l’assistenzialismo.
E al danno si aggiungerà la beffa: dato il minore costo della vita nelle regioni meridionali una pensione si 500 euro nel Mezzogiorno ha forse più potere d’acquisto di una di 700 euro erogata a Nord. Se dovessero parificare gli assegni il “terrone” con 700 euro mensili risulterebbe ben più abbiente di un operaio della Thyssen andato in pensione dopo 40 anni di lavoro e rischio e centinaia di migliaia di euro versati alla ROMANA Inps.
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